Torna Home Page Home page Torna alle famiglie 18 gennaio 2001
Tor Vergata
Monitoraggio di pollini a Torino
Rosanna Caramiello
Dipartimento di Biologia vegetale
Viale P.A. Mattioli 25, 10125 Torino
Tel 011 6707449 int.44
Fax 011 6707459
roscaram@bioveg.unito.it

La stazione di biomonitoraggio di Torino è attiva dal 1981 e sin dall'inizio ha operato su tutto l'arco dell'anno, utilizzando uno spore trap tipo Hirst a testata settimanale. L'area dello studio aerosporologico è stata analizzata anche dal punto di vista floristico vegetazionale, aggiornando i dati relativi alla flora urbica ed evidenziando l'ingresso di nuove avventizie. Nei primi anni è stata effettuata una sperimentazione di biomonitoraggio utilizzando tre stazioni collocate in differenti posizioni, scelte in base alle caratteristiche topografiche e microclimatiche del territorio. Dall'analisi dei dati non si è rilevata una significativa differenza qualitativa nell'aerospora, mentre sono state individuate variazioni quantitative; il monitoraggio sulle tre stazioni è stato pertanto interrotto ed è proseguito utilizzando solo il campionatore posto sul tetto dell'Ospedale Mauriziano, in pieno centro cittadino, dove le condizioni ambientali e microclimatiche risentono di tutte le condizioni che possono maggiormente influenzare l'antesi e la dispersione pollinica (ad es. l'effetto hot island). Con i dati di questa stazione sono stati costruiti calendari pollinici su base pluriennale ed è stato stilato un elenco generale della flora pollinica aerodiffusa. Sono inoltre stati valutati, per le entità di maggiore interesse allergologico, l'inizio del periodo principale di pollinazione e l'effetto dell'accumulo di calore (somme termiche) su tale periodo. Considerando le variazioni climatiche registrate in questi ultimi anni, sia per quanto riguarda le temperature sia per la piovosità totale e per la distribuzione delle precipitazioni nel corso dell'anno, sono stati elaborati grafici che evidenziano differenze nell'andamento dell'inizio del periodo principale di pollinazione in anni definibili come "anomali" se riferiti alle serie pluriennali disponibili per la zona . Differenze sono anche state rilevate sulla durata totale del periodo di presenza di pollini aerodiffusi per alcune entità. Oltre alle valutazioni aerosporologiche effettuate mediante l'uso di spore traps, sono state condotte osservazioni utilizzando trappole naturali (muschi, licheni e spugne ) in zone in cui non è possibile installare per lungo tempo strumenti di rilevazione alimentati da corrente elettrica. L'utilizzo delle trappole naturali è particolarmente interessante per zone in quota o in località frequentate ma non controllate. E' stato campionato per circa un anno un lembo di bosco planiziale a poca distanza dalla città, valutando, la maggiore o minore capacità di captazione delle diverse trappole, sempre tenendo conto delle caratteristiche floristico vegetazionali della zona in esame. Quest'ultimo tipo di studio è stato condotto in collaborazione con ENEA di Saluggia. Un breve accenno può essere fatto sulla comparazione fra la situazione torinese e quella di alcune stazioni extraurbane in altre aree del Piemonte, tutte monitorate mediante spore traps dello stesso tipo: si tratta di località cittadine, piccoli e medi centri urbani come Tortona e Savigliano, circondate da ampie aree agricole, e di zone rurali vere e proprie (Cravanzana e Feissoglio) caratterizzate da colture specializzate ( nocciolo).