Torna Home Page Home page Torna alle famiglie 18 gennaio 2001
Tor Vergata
Allergopatie da pollini: esperienze cliniche ad un anno dal monitoraggio clinico
Dott. D'Asero C., Dott. F. Froio
Centro di ricerca scientifica - Ospedale S. Pietro
Via Cassia, 600 00189 Roma
Tel: 06-33582280
Fax 06-33251278
francescafroio@virgilio.it

I pollini costituiscono i primi agenti allergizzanti e la malattia che va sotto il nome di pollinosi è tra le espressioni allergiche note da più lungo tempo. La pollinosi può presentare varie manifestazioni cliniche (soprattutto nasali, oculari e bronchiali), con periodicità stagionale, che si scatenano durante il periodo della pollinazione. Le indagini statistiche dimostrano che le allergie da polline sono sicuramente in crescita. In genere le pollinosi sono più frequenti tra gli individui delle aree urbane, sembra ormai assodata la tesi che tra principali cause scatenanti allergia concorrono inquinamento atmosferico, variazioni climatiche e modifiche della composizione floristica nelle aree urbane. Da oltre 10 anni il monitoraggio dei pollini allergenici è condotto su base nazionale dall'Associazione Italiana di Aerobiologia e quest'attività ha sicuramente una funzione di informazione e prevenzione nei confronti dei soggetti allergici.

Da circa due anni l'Ospedale S. Pietro dei Fatebenefratelli ospita una delle stazioni del rilevamento pollinico di Roma. Il materiale raccolto dalla nostra stazione è letto e diffuso dal Centro di monitoraggio della Cattedra di Botanica del Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma "Tor Vergata".

Il calendario pollinico settimanale della nostra stazione viene da noi considerato congiuntamente allo studio dei pazienti e le due osservazioni sono quasi sempre concordanti. Al nostro ambulatorio sono stati indirizzati pazienti che avevano già avuto diagnosi di allergia dal medico di base o da altri specialisti (dermatologo, otorino, oculista, etc.). Nell'anno 2000 tra i pazienti esaminati (di età dai 10 anni in su) 1231 affermavano di essere allergici e venivano sottoposti al Prick test. L'82,5 % risultava positivo e veniva sottoposto ad ulteriori test di conferma: RAST e per casi specifici anche il patch-test. Dei casi negativi, (27,5%) il 7,5 % presentava sindromi orticarioidi croniche. Nei casi di intolleranza alimentare i pazienti sono stati sottoposti ambulatoriamente a test da scatenamento.

Il 58,6% dei soggetti esaminati risultava positivo a pollini o acari (35% a pollini e 23,6% ad acari); il 13,9% dei soggetti positivi al Prick-test presentava patologie varie: dermatiti allergiche, intolleranze ad alimenti, farmaci, e punture di insetti. Responsabili delle principali pollinosi sono le Gramineae, Parietaria, Cupressaceae, Compositae, Olea. Le Gramineae, che sappiamo avere una diffusione cosmopolita, determinano la maggior parte delle positività.

Dai risultati si può concludere che le pollinosi rappresentano il 60% delle cause di allergia dei pazienti che afferiscono al nostro ambulatorio. In alcuni casi la sintomatologia clinica di alcuni pazienti ci ha indotto a pensare ad una pollinosi, ma i test clinici non ci hanno dato conferma. Alcuni di questi casi potrebbero essere imputabili ai così detti allergeni emergenti, da qui l'esigenza di estratti allergenici molto più mirati: un tipico esempio è rappresentato dalla pollinosi da Cupressaceae il cui allergene è stato di recente introdotto nei nostri test.