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18 gennaio 2001 Tor Vergata |
Le pollinosi nel personale afferente all'Universita' di Roma "Tor Vergata" G. De Sanctis, F. Galas, S. Modica, L. Fontana |
Allergologia ed Immunologia Clinica Università di Roma "Tor Vergata" Via di Tor Vergata, 135 00133 Roma Tel 06- 72594342 Fax 062023500 giuliana.desanctis@uniroma2.it |
Nelle ultime due decadi numerosi dati sembrano dimostrare un aumento delle malattie allergiche soprattutto nei paesi ad alto tenore di vita, anche se la loro effettiva prevalenza nei diversi paesi non è confrontabile. Infatti molti studi sono stati condotti esclusivamente su popolazioni pediatriche ed i metodi utilizzati per la raccolta dei dati non sono omogenei, questionari compilati dai genitori, sintomi auto-riportati spesso non confermati da una valutazione clinica. Il progetto di monitoraggio delle pollinosi nel personale afferente all'Università di Roma Tor Vergata si propone di valutare la prevalenza delle malattie allergiche in una popolazione che frequenta un'area sottoposta a monitoraggio dei pollini aerodispersi. I soggetti esaminati, inoltre, compongono un gruppo abbastanza stabile e reperibile per una rivalutazione in tempi successivi. La nostra attenzione è stata focalizzata su: 1) validità del questionario come strumento di indagine epidemiologica; 2) possibilità di ricavare dei dati prospettici circa la prevalenza delle malattie allergiche nella popolazione adulta; 3) studio della prevalenza delle diverse manifestazioni cliniche dell'allergia e delle sensibilizzazioni a diversi allergeni nella popolazione degli allergopatici. Il nostro studio è stato articolato in due fasi: I fase di valutazione epidemiologica attraverso la somministrazione di un questionario al personale (docente; tecnico, amministrativo e studentesco) afferente all'Università di Roma Tor Vergata, e II fase di indagine clinico-diagnostica. L'analisi dei dati relativi alla prima fase, trattati in altra relazione, hanno permesso la selezione di un campione di soggetti che si sono definiti allergopatici e che sono stati sottoposti, previo consenso informato, a visita medica e prove allergometriche cutanee per i principali allergeni inalanti. Per problemi di natura organizzativa in questa seconda fase è stata esclusa al momento la popolazione studentesca. I dati ottenuti riguardano quindi 164 soggetti con età superiore ai 25 aa e che rappresentano circa il 25% del campione iniziale di pari età con una leggera prevalenza del sesso femminile. L'analisi preliminare di tali dati mostra come almeno nel 70% dei soggetti che avevano riportato sintomi riferibili a malattia allergica la diagnosi risulti confermata. Le manifestazioni cliniche più frequentemente riscontrate sono congiuntivite e/o rinite e/o asma, classicamente associate ad allergia ad inalanti. L'associazione di più sintomi sembra essere caratteristica dei soggetti con malattia allergica certa, infatti l'80% dei soggetti allergopatici riferisce l'associazione di almeno due sintomi, mentre poco meno del 50% dei soggetti non allergopatici risulta monosintomatico. Per quanto riguarda le positività cutanee, la sensibilizzazione ai pollini di Graminacee e di Parietaria risulta essere tra le più rilevanti ed interessa prevalentemente il sesso maschile. Un dato interessante riguarda le cutireazioni positive, in circa il 20% dei soggetti, agli allergeni dell'Ambrosia, pianta ancora poco diffusa in Italia centromeridionale ed attualmente considerata di interesse allergologico anche nei nostri climi (pollinosi emergente?). Tra le piante arboree l'olivo si conferma tra quelle di interesse allergologico più rilevante. Di particolare interesse, anche per l'espansione di queste specie arboree impiegate nell'arredo urbano e per motivi ornamentali, la positività delle cutireazioni ai pollini di Cupressacee ( in circa il 40% dei soggetti allergopatici), anche se solo una estrema minoranza dei soggetti positivi presenta monosensibilizzazione e sintomatologia classicamente limitata al periodo di fioritura (tardo invernale o pre-primaverile). In conclusione, i dati finora a nostra disposizione sembrano dimostrare una buona validità del questionario, sia in termini di buona accettazione da parte dei soggetti intervistati, sia in termini di efficacia dello stesso nell'individuazione dei soggetti affetti da malattie allergiche; inoltre la possibilità di estendere, con costi contenuti, il protocollo di studio a popolazioni più ampie potrà permettere la raccolta di informazioni prospettiche riguardo alle malattie allergiche nella popolazione adulta. |
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