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18 gennaio 2001 Tor Vergata |
L'allergia alle cupressaceae: identificazione, caratterizzazione e purificazione di allergeni rilevanti. Gabriella Di Felice, Carlo Pini |
Laboratorio di Immunologia, Istituto Superiore di Sanità V.le Regina Elena 299, 00161 Roma Tel. 06 49902871 Fax 06 49387115 E-mail: difelice@iss.it |
La pollinosi verso le Cupressaceae ha acquisito negli ultimi dieci anni una crescente importanza in Italia: la frequenza di nuove diagnosi in pazienti afferenti ad un dipartimento di allergia nel centro Italia è salita dal 10 al 35% in uno studio condotto dal 1991 al 1994. Non si è più quindi di fronte ad una pollinosi "emergente", ma ad una realtà accertata. Mentre il Cupressus sempervirens è una specie autoctona in Italia, la specie importata Cupressus arizonica ha assunto un ruolo crescente in Italia e in molti altri Paesi Mediterranei grazie al suo uso per giardini, parchi, bordure e riforestazione. Nei primi anni '90 la carenza di estratti affidabili per la diagnosi in vivo ed in vitro della allergia alle Cupressaceae ci ha spinto alla produzione e caratterizzazione dell'estratto del polline di Cupressus arizonica. In questo estratto è stato messo in evidenza un basso contenuto proteico (circa 2-3%) rispetto agli estratti di altre piante allergeniche, ed un alto contenuto di carboidrati (intorno all'85%). Le componenti allergeniche sono glicoproteine, di cui una predominante per intensità e frequenza di riconoscimento, di peso molecolare intorno a 42-45 kDa, identificabile come l'allergene maggiore. Lo studio delle relazioni tra le due specie correlate del genere Cupressus, C. sempervirens e C. arizonica, presenti e diffuse in Italia, è stato condotto sia a livello del riconoscimento da parte di IgE di pazienti con pollinosi alle Cupressaceae sia con anticorpi monoclonali appositamente prodotti, e capaci di riconoscere componenti allergeniche dell'estratto pollinico. In entrambi i casi i patterns di riconoscimento delle due specie sono molto simili, confermando l'alto grado di cross-reattività immunologica nell'ambito del genere Cupressus. L'estensione degli studi di cross-reattività ad un altro genere della Famiglia, il Juniperus, ed in particolare ad una specie autoctona che cresce sulle coste dell'Italia centrale (Juniperus oxycedrus), ha permesso di evidenziare un alto livello di cross-reattività anche tra generi e specie diverse di Cupressaceae. La elevata cross-reattività e le differenti stagioni polliniche dei diversi generi (Novembre-Dicembre per il Juniperus, Febbraio-Marzo per il Cupressus) estendono di fatto la stagione clinica delle Cupressaceae da Novembre a Marzo, ed introducono la possibilità che i sintomi clinici possano essere indotti da specie differenti da quelle che provocano la sensibilizzazione iniziale. Lo studio degli allergeni di Cupressaceae è stato approfondito sia a livello delle componenti proteiche che di quelle glicidiche, con tecniche biochimiche, immunochimiche e di biologia molecolare, che hanno portato all'isolamento di componenti allergeniche purificate, sulle quali è stato possibile condurre una fine caratterizzazione. In particolare, è stata purificata la componente allergenica maggiore del Cupressus arizonica, denominata Cup a 1, una glicoproteina di peso molecolare 43 kDa, che presenta una elevata omologia con altri allergeni maggiori già purificati delle Famiglie delle Cupressaceae e delle Taxodiaceae (Juniperus asheii, Chaemecyparis obtusa, Cryptomeria japonica), con i quali condivide probabilmente l'attività enzimatica di pectato liasi. Su tale allergene purificato è stato possibile effettuare mediante spettrometria di massa l'analisi dei glicani legati allo scheletro proteico, la cui presenza influenza radicalmente il riconoscimento da parte delle IgE dei pazienti. Con tecniche di biologia molecolare è stato invece clonato dal polline del Juniperus oxycedrus un allergene minore (rJun o 2), ma molto interessante perché contiene quattro siti di legame del Calcio, che lo rendono notevolmente omologo alla famiglia di molecole denominate Calmoduline. Per questo tipo di molecole, altamente conservate, si può ipotizzare una elevata condivisione tra fonti allergeniche anche non correlate, per cui si può attribuire ad esse (e quindi all'allergene presente nel polline di Juniperus oxycedrus) la definizione di "panallergeni", già coniata per le profiline di origine vegetale ed animale. Per il rJun o 2 tale condivisione è stata effettivamente confermata con saggi immunochimici su 23 estratti pollinici provenienti da Famiglie non tassonomicamente correlate. L'individuazione di molecole panallergeniche, come il rJun o 2, ha permesso una migliore definizione della condizione di polisensibilizzazione allergica, sia a fini diagnostici che terapeutici. |
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