Torna Home Page Home page Torna alle famiglie 18 gennaio 2001
Tor Vergata
Polline e particolato nell'aria di Palermo
Maria Rita Melati e Maria Grazia Alaimo
Dipartimento di Scienze Botaniche Università di Palermo
Tel. 091 528581 e 091 6238229
ntxbm@tin.it

Tra gli agenti inquinanti maggiormente presenti nell'atmosfera delle città, si trova inserito il particolato respirabile, costituito da particelle con un diametro medio inferiore a 10 micron (PM10) e da particelle ancora più piccole (PM 2.5), definite come particolato ultrafine. L'elevarsi della concentrazione atmosferica di tale particolato è correlabile ad un aumento delle patologie respiratorie. Il particolato appartiene, fondamentalmente, agli agenti dell'inquinamento atmosferico, prodotti dai veicoli a motore, insieme al particolato incombusto respirabile (DEP, diesel exhaust particulate), prodotto dalle auto diesel, che ha un diametro medio tra 0.1 e 0.2 micron ed è caratterizzato da un nucleo centrale carbonioso, su cui aderiscono idrocarburi poliaromatici e metalli (D'Amato, 2000). In Giappone è stato verificato che gli effetti degli allergeni pollinici vengono potenziati dall'inquinamento atmosferico e che sono, soprattutto, le amine poliaromatiche del DEP ad avere un effetto adiuvante immunologico sulla sintesi di IgE nei soggetti predisposti all'atopia. I pollini sono trasportatori di allergeni, ma anche di particolato. È stato recentemente riportata in letteratura una interazione tra i maggiori allergeni delle graminacee e il particolato (Suphioglu, 1998). I ricercatori del Laboratorio degli Allergeni dell'Istituto Pasteur di Parigi (1999) hanno seguito gli effetti dei contaminanti sul polline ed hanno evidenziato la frammentazione dell'esina dei pollini stessi, con facilitata estrusione del materiale allergenico all'esterno. Rimangono ancora da stabilire le modificazioni dell' allergogenicità dei pollini sotto l'effetto dei contaminanti. L'entità degli effetti inquinanti sui pollini può essere studiata mediante il test di vitalità, il test di germinabilità ed il dosaggio chimico diretto dei metalli o degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), aggregati sui pollini. Pollini, allevati in ambienti inquinati, presentano aberrazioni genetiche, micronuclei ed anomalie cromosomiche in genere (Zujeva et al., 1998). Dal punto di vista citologico il polline di ambienti inquinati può presentare danni non visibili, danni parziali, danni cospicui e danni irreversibili (Melati et al., 1998). Si può concludere che i pollini sono bioindicatori ottimali della qualità dell'aria.