MINISTERO DELLA SANITA'
DECRETO 18 MARZO 1994

Attribuzione al centro nazionale di riferimento per i trapianti della funzione di coordinamento operativo nazionale delle attività di prelievo e di trapianto di organi e tessuti.

IL MINISTRO DELLA SANITA'

Vista la legge 2 dicembre 1975, n.644, concernente la disciplina dei prelievi di parti di cadavere a scopo di trapianto terapeutico;
Visto il regolamento di esecuzione della richiamata legge n.644, emanato con decreto del presidente della Repubblica 16 giugno 1977, n.409;
Vista le legge 13 luglio 1990, n.198, concernente disposizioni sul prelevo di parti di cadavere a scopo di trapianto terapeutico;
Visto il parere del Consiglio superiore di sanità, sezione III, espresso nella seduta del 25 novembre 1993;
Visto l'atto di intesa tra Stato e Regioni per la definizione del Piano Sanitario nazionale relativo al biennio 1994-1996 approvato dalla Conferenza permanente per rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 25 novembre 1993 e pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.8 del 12 gennaio 1994.
Preso atto che l'intesa prevede che "i centri di riferimento interregionali sono non più di tre e che le regioni in piena autonomia si aggregano tra loro a questo fine" mediante accordi di collaborazione tra i propri centri di riferimento;
Preso atto che l'intesa ridetermina i compiti dei centri di riferimento interregionali, come sopra aggregati;
Visto l'art.5 del decreto-legge 1° febbraio 1994, n.79,che, in conformità alla predetta intesa Stato-regioni, autorizza il Ministero della sanità ad attribuire, con proprio decreto, al Centro nazionale di riferimento di cui all'art.14 della legge 2 dicembre 1975, n.644, anche funzioni di coordinamento operativo nazionale delle attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti ed a riordinare la composizione ed i compiti della Consulta tecnica permanente di cui all'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 16 giugno 1977, n.409;
Ritenuto, in attuazione della più volte richiamata intesa Stato-regioni, di attribuire al centro nazionale di riferimento anche le funzioni di coordinamento operativo nazionale così come individuare nell'intesa stessa e di riordinare la composizione della Consulta tecnica permanente in coerenza con le nuove attribuzioni del Centro nazionale di riferimento;


Decreta

Art.1
1. Al Centro nazionale di riferimento per i trapianti di cui all'art. 14 della legge 2 dicembre 1975, n.644, è attribuita anche la funzione del Coordinamento operativo nazionale delle attività di prelievo e di trapianto e tessuti.
2. A tale fine il centro nazionale di riferimento, oltre ai compiti di cui all'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 16 giugno 1977, n.409, svolge tutte le attività necessarie per assicurare il coordinamento operativo nazionale ed, in particolare:

- definisce protocolli operativi di lavoro (trattamento donatore, prelievo organi, assegnazione organi) assieme alle unità operative;
- centralizza le liste di attesa per tutti gli organi attraverso l'attuazione di una rete telematica fra l'Istituto superiore di sanità ed i centri di riferimento interregionali preposti all'attività di coordinamento interregionale che permetta la reciproca consultazione in tempo reale delle liste dia attesa e la segnalazione delle emergenze;
- definisce i criteri per l'inserimento di un paziente nella lista di urgenza e riceve dai centri interregionali di riferimento le segnalazioni dei pazienti urgenti;
- riceve dai Centri interregionali di riferimento le segnalazioni dei pazienti urgenti (ritrapianti, pazienti con epatite fulminante, bambini, immunizzati);
- riceve dai centri interregionali di riferimento le segnalazioni dei potenziali donatori d'organo;
- assegna gli organi per le urgenze e, in assenza di queste, verifica che l'assegnazione da parte dei centri interregionali di riferimento avvenga secondo i protocolli;
- mantiene i contatti con i centri di coordinamento stranieri;
- imposta campagne nazionali di educazione dei medici e della popolazione.
3. L'attività di coordinamento nazionale di cui al comma precedente è svolta in conformità agli indirizzi tecnici operativi stabiliti dalla Consulta tecnica permanente di cui all'art. 13 del decreto del Presidente della repubblica 16 giugno 1977, n.409.


Art. 2
1. La Consulta tecnica permanente esercita la consulenza tecnico-scientifica sulle attività di prelievo e di trapianto e di innesto di tessuti e formula gli indirizzi delle attività di coordinamento nazionale.
2. La Consulta tecnica permanente, oltre alle funzioni previste all'art. 1, provvede a:
definire gli indirizzi per i protocolli operativi, ad aggiornarli e a verificarne la corretta applicazione;
definire ed aggiornare periodicamente i criteri di assegnazione degli organi prelevati;
valutare le attività svolte sia dal Centro nazionale di riferimento che dai centri regionali o interregionali di riferimento e dai centri di trapianto;
redigere per il Ministro della sanità una relazione annuale sullo stato della ricerca e delle attività nel settore dei trapianti.


Art. 3
1. La Consulta tecnica permanente è composta da:
il direttore dell'Istituto superiore di sanità, o un direttore di laboratorio da lui delegato, con funzioni di presidente;
il direttore del Centro di riferimento nazionale scelto dal direttore dell'Istituto superiore di sanità tra i dirigenti di ricerca dell'Istituto;
i responsabili dei centri di riferimento interregionali preposti all'attività di coordinamento interregionali e risultanti dall'aggregazione prevista dall'intesa Stato-regioni del 25 novembre 1993. Sino a quando non sarà completato il processo di aggregazione previsto nell'intesa, i predetti componenti sono sostituiti con tre esperti di coordinamento interregionale nel settore, nominati dal Ministro della sanità;
i responsabili dei centri regionali di riferimento o, in mancanza, un rappresentante della regione o provincia autonoma. Le regioni o province autonome che afferiscono ad un centro interregionale di riferimento possono delegare la rappresentanza al responsabile del Centro stesso che, in tal caso, ha diritto ad un voto per ciascuna delle regioni o province autonome rappresentate;

i direttori di laboratori di immunologia e di ingegneria biomedica dell'Istituto superiore di sanità o dirigenti di ricerca o primi ricercatori da essi delegati;
tre clinici, nominati dal Ministero della sanità per un biennio, tra i clinici esperti in materia di trapianto d'organo o innesto di tessuti, di cui almeno uno rianimatore;
2. Il presidente può invitare a partecipare ai lavori della Consulta esperti in specifiche materie. Gli esperti non hanno diritto di voto.
3. Le funzioni di segreteria sono assicurate da un funzionario amministrativo dell'Istituto superiore di sanità.


Art. 4
1. Il coordinamento nazionale delle attività di prelievo e di innesto di tessuti da cadavere (cornee, ossa, valvole cardiache, ecc.9 è assicurato con specifiche modalità definite dalla Consulta tecnica permanente in analogia a quanto disposto dal presente decreto in materia di prelievo e trapianto d'organo.


Art. 5
1. Il direttore dell'Istituto superiore di sanità insedia la Consulta tecnica permanente entro quindici giorni dalla data di nomina da parte del Ministro della sanità dai tre esperti di attività di coordinamento interregionale e dei tre clinici esperti in materia di trapianti d'organo o innesto di tessuti.
2. La Consulta tecnica permanente elabora le proposte di competenza per l'attuazione del coordinamento nazionale entro e non oltre centoventi giorni dal suo insediamento.
3. Il Centro nazionale di riferimento è reso operativo con disposizione del direttore dell'Istituto superiore di sanità dopo l'elaborazione da parte della Consulta tecnica permanente dei criteri e degli indirizzi essenziali per lo svolgimento delle attività di coordinamento nazionale.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 18 marzo 1994

Il Ministro: GARAVAGLIA