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  ARCHITETTURA E COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA 4 Docente: LUIGI RAMAZZOTTI Email: ramazzotti@ing.uniroma2.it Telefono: 0672597071
    Programma del Corso
 
IL PROGRAMMA DI LAVORO E I TEMI DI PROGETTO PER L’ESERCIZIO COMPOSITIVO DEL CORSO ACA 4 aa. 2012-13 Regole di trasformazione e ricerche progettuali per la messa in valore degli ambienti insediativi deboli nel territorio laziale - Ambito spaziale: Osteria Nuova, S.S. n° 4 Salaria - Procedimenti conoscitivi - Temi di progetto Premessa Il progetto come dispositivo Parlare di progetto come dispositivo significa sollevare una questione che riguarda la temporalità del produrre architettura. La nozione di progetto qui adombrata presenta singolari analogie con i procedimenti della ricerca propri delle scienze ipotetico-deduttive: in ordine alla necessità di istituire una pre-comprensione degli oggetti sui quali si interviene attraverso procedure, non necessariamente rigorose ( approssimative, intuitive, analogiche), che permettono di conseguire un risultato da verificare poi successivamente in modo rigoroso. Le procedure del progetto si accompagnano ad un insieme di apparati conoscitivi tra i quali, per la nostra disciplina, assumono particolare rilievo le modalità della riscrittura e della descrizione. La prima, di natura letteraria, va riferita alla narrazione dei fatti, alla loro interpretazione, alla capacità di individuare domande appropriate che portano a strutturare i problemi. La seconda, di natura grafica, investe direttamente i modi e le forme del disegno e della rappresentazione. Programma di lavoro L’esercizio progettuale richiede lo sviluppo e la soluzione compositiva del Nodo ambientale e insediativo compreso tra la SS. n.4 Salaria , Osteria Nuova, Poggio Nativo, Castelnuovo di Farfa. Si tratta di un sistema complesso dove si confrontano, con evidenti criticità, le infrastrutture della mobilità, i tessuti insediativi, l’ordine topologigico e morfologico dettati dalle scritture del suolo. I progetti, intesi come procedimento verificabile e che si può ricostruire passo per passo (vedi premessa), costituiranno la soluzione formalmente compiuta dei problemi individuati, seguendo uno svolgimento conoscitivo che prevede i seguenti passaggi: - Organizzazione del procedimento euristico per la descrizione e la rappresentazione del luogo - Individuazione dei differenti temi di progetto - Specializzazione dei programmi - Soluzioni compositive, architetture compiute I punti di cui sopra verranno individuati collegialmente nell’arco del primo mese di lavoro all’interno della struttura seminariale del corso. In sintesi si tratta di elaborare una risposta congruente al programma fissato nel Piano Direttore. La Porta P2 ( così denominata dal Piano Paesistico) comprende l’intera area definita nella fig.4, mentre agli allievi è richiesto di sviluppare il progetto limitatamente ad una porzione dell’area, indicata come Settore A, fig.5. La comprensione del luogo, insieme al programma funzionale, divengono determinanti per individuare una corretta risposta con gli strumenti dell’architettura. Pertanto il progetto dovrà comprendere più scale: - La scala 1:10.000/1:5.000 per l’inserimento nell’ambito geografico- territoriale - La scala 1:2.000/1:1.000 per l’inserimento nell’ambito locale - La scala 1:500 per il controllo architettonico di insieme della proposta - La scala 1:200 per lo sviluppo e il controllo della soluzione architettonica nelle sue parti. NOTA SUL PERCORSO CONOSCITIVO CHE ASSECONDA IL PROGETTO 1ª Avvertenza: non può esservi alcun processo predeterminato nello studio della composizione, lo studio si viene costruendo come conoscenza coerente con il caso trattato. L’accento viene posto sull’empiria del percorso,sulle modalità dell’esplorazione innestata sull’esperienza dell’architettura, sulla conoscenza delle architetture e dei nessi causali che determinano l’opera. Viene privilegiata una procedura didattica rivolta alla comprensione del modo con cui un’architettura è concepita, basata sulla oggettivazione di tutti gli aspetti che ne costituiscono la complessità dell’insieme, sull’accertamento dei rapporti concreti di opposizione o di reciproca determinazione della forma. 2ª Avvertenza: uso del modello architettonico. Lo studio di un’opera si traduce in un esercizio tutt’altro che schematico, se lo studente ha la capacità di muoversi all’interno della forma per comprenderne la genesi con un processo che muove dall’oggetto finito agli elementi della sua composizione, fino ai più minuti dettagli significativi. Il processo di decostruzione compositiva si risolve nella costruzione del procedimento architettonico, nella comprensione degli strumenti specifici utilizzati per raggiungere un obiettivo corrispondente al programma dato, alle funzioni richieste, agli usi dettati dalle condizioni contestuali, alle relazioni con il luogo. Quindi più che alla eterogeneità e pluralità dei temi, nell’esercizio didattico la composizione dovrebbe essere riferita alle analisi compositive di poche opere, didatticamente esemplari, assunte come modello-guida. Per costruire passo- passo il progetto non solo come soluzione formale ma, insieme, come modalità della conoscenza, con passaggi controllati e controllabili nel suo farsi. 3ª Avvertenza: la ricerca di una soluzione pertinente. Si tratta di un aspetto rilevante nel percorso sperimentale che connota il progetto. Riguarda gli apparati critici e gli elementi di giudizio che l’allievo utilizza nella ricerca di una soluzione appropriata al caso assegnato. La questione è ineludibile quando l’esercizio progettuale si confronta con l’esistente, il progetto si misura con il già dato e la composizione affronta i delicati equilibri del recupero, della riqualificazione ambientale, della modificazione degli ordinamenti trovati. Qui entrano in gioco elementi più complessi che hanno a che fare con le stratificazioni dell’oggetto, del luogo, con la storia della materia architettura. Complessità che, escludendo ancora una volta i fantasmi rassicuranti della teoria, viene delineata con efficacia da Pasquale Culotta: “..per il progettista la soluzione “pertinente” al caso non può che coincidere con la “sostanza” dell’architettura … secondo scienza l’elaborazione progettuale sarà di per sé problematica ma […] concatenata dalla logica dei saperi dell’architettura, anche se alcuni passaggi resteranno problematici, perché originati dal mistero (poetico) della creazione. La soluzione (il progetto) è il testo scientifico della ricerca […] emblematico delle vere e reali possibilità del progetto di [recupero]-ndr , tanto da affermare che gli spettri di ideologie teoriche sul restauro vengono dispersi dal soffio salutare della scienza. Se, poi, il caso dà più soluzioni, tutte sono portatrici di discussioni fertili sulla stessa nozione di pertinen¬za, alla quale risalire, di volta in volta, per entrare nel merito dell’azione progettuale a modifica delle condizioni preesistenti dell'Opera” . 4ª Avvertenza: il metodo come forma di garanzia per il progetto ? L’avventura conoscitiva, proposta all’allievo con l’esperimento del progetto, trova nella figura del percorso iniziatico, dell’attraversamento, del viaggio una calzante metafora. Dispiegandosi come indagine pragmatica, disgiunta da aprioristici dettati teorici, il progetto diviene un percorso conoscitivo sapiente e avventuroso – ad ventura nell’accezione originaria: le cose che verranno - lungo il quale non solo può irrompere la sorte o il caso, ma insieme prende figura qualcosa che non era prima del quel mettersi alla prova. Progettare è un andare conoscendo secondo itinerari non casuali, un muoversi con metodo, in ordine al significato etimologico del termine μετά ( verso, alla volta di) e ỏδός ( cammino, via). In questa accezione il metodo, come procedimento scientifico e garanzia del risultato, dichiara i suoi limiti. Per due ragioni: la prima è che un Metodo in sé non esiste. Come afferma Sergio Moravia “la conoscenza non possiede principi formali stabiliti una volta per sempre, categorie predeterminate, chiavi euristiche buone per tutti gli usi. O meglio, le possiederebbe, ma deve guardarsene se […] vuole evitare di essere conoscenza-di-generalità e di astrazioni, per essere invece conoscenza-di-particolarità e di eventi/processi compresi nel modo più adeguato possibile” . La seconda è che appare necessario recuperare una prospettiva dello sguardo attraverso le anticipazioni del progetto. Uno scatto del pensiero che si impone per via intuitiva, attraverso l’immaginazione e il riscatto di una tensione visionaria che ci autorizza ad “ uscire da quell’incantevole prigione di Circe che oggi ha nome circolo ermeneutico. Occorre mostrare che anch’esso è inganno. Non esiste regressus infinito. L'interrogarsi non è confinarsi nel circolo, ma appellarsi a quell’altro dal circolo che appunto ci consente di riconoscere il circolo in quanto tale” . Né l’analisi né il progetto possiedono completamente i propri oggetti. Contro il dominio totale del metodo il progetto contiene, in funzione correttiva, il momento del gioco e dell’enigma. Nel quale viene confermato quanto osservato da Schönberg per la teoria musicale tradizionale: “da essa si impara propriamente soltanto come una frase cominci e come finisca, ma niente sulla stessa frase, sul suo sviluppo”. Analogamente la “ ricerca progettuale non dovrebbe farsi ridurre a categorie, ma in certo modo anzitutto comporre. Essa deve continuamente rinnovarsi nello sviluppo, per propria forza e per frizione con ciò con cui si misura. Decisivo è ciò che avviene in essa, non la tesi o la posizione; decisivo è il tessuto, non lo svolgimento unidirezionale, deduttivo o induttivo, del pensiero” . 5ª Avvertenza: i procedimenti relativi al progetto, e quindi al comporre l’architettura, non sono codificabili. L’esercizio proposto agli allievi partecipa di quella più generale condizione nella quale è inserito il progetto di architettura. Che resta legato alla propria natura provvisoria, sperimentale, anti deterministica, caratterizzandosi, in quanto ricerca, come attività esposta al rischio dell’errore e della contraddizione. Ciò equivale anche a sostenere che i procedimenti relativi al progetto, e quindi al comporre l’architettura, non sono codificabili, né formulabili in una progressione manualistica dell’insegnamento. Viene indicata, piuttosto, una “tecnica di produzione delle forme, di derivazione di una forma dall’altra; di scarto, o sviluppo nella complessità, rispetto alle possibilità formali primarie; di architettura che nasce dall’architettura con un atto di volontà ogni volta individuale e in pari tempo determinato dalla storia della materia” . Nella concatenazione logica del percorso pedagogico il progetto non è generato da regole, ma diviene esso stesso generatore delle regole e dei criteri necessari al suo sviluppo e al suo controllo. ELABORAZIONE E SVILUPPO TEMPORALE DEL PROGETTO ● Inquadramento del luogo 1- Lettura dei sistemi: il sistema ambientale e paesaggiastico, morfologia del suolo (tracciati, altimetria), il sistema delle trasformazioni antropiche, il fascio infrastrutturale, gli elementi notevoli e nodali. La lettura del sistema ha la finalità di costruire una base di conoscenza fondata sulla espressività del “linguaggio” grafico e sulla critica come analisi del dato. 2- Sintesi del quadro programmatico e delle indicazioni dei dispositivi di progetto ( Piano Direttore) 3- Elaborazione della planimetria, delle sezioni caratteristiche e del modello dei luoghi in 3D al 2.000 ( l’insieme delle rappresentazioni grafiche costituisce anche la base per gli approfondimenti alle scale da 1:1.000 a 1:500) ■TAV. 1 - I punti 1, 2 e 3 saranno registrati e ricomposti con impianto grafico adeguato in una prima tavola di conoscenza e inquadramento Scale di riferimento Tav. 1: da 1:10.000 a 1:1.000 4- Diario di progetto: ricerca sitografica e bibliografica su riviste e libri di architettura, appunti grafici e scritti, registrazione e analisi critica di riferimenti progettuali sul tema di progetto. Si consiglia una selezione mirata e ristretta dei modelli architettonici di riferimento. Il materiale va raccolto in un Album A3 rilegato. 5- Ideazione e prime ipotesi di insieme. Questa fase sarà elaborata con schizzi a mano, stampa da programmi CAD, modelli di studio in cartoncino e in 3D. Le tecniche di rappresentazione sono libere. Si definisco il programma operativo e le strategie progettuali, si esplicitano i temi, i principali caratteri tipologici e morfologici, le linee guida per i futuri sviluppi del progetto. ■TAV. 2 – Il punto 5 richiede la definizione di un impianto grafico idoneo a rappresentare gli elementi strutturanti l’insieme, le proporzioni, l’articolazione volumetrica, gli spazi pubblici, la grammatica di base per gli interventi. Ci si avvale di strumenti quali: schizzi, piante, planimetria, planivolumetrico, sezioni, rappresentazioni sintetiche con modelli e in 3D. Scale di riferimento Tav. 1: da 1:10.000 a 1:500 Le cinque fasi saranno sviluppate all’interno di gruppi di lavoro, con discussioni comuni e forte integrazione dei singoli contributi. Saranno oggetto di verifica la seconda settimana di novembre 2012. La verifica avviene mediante discussione collegiale e prevede la stampa delle Tavv.1 e 2 ( da produrre successivamente all’esame) e la presentazione in Power Point di tutto il materiale elaborato ( di cui ai punti precedenti 1, 2, 3, 4, 5 ). ● Elaborazione del progetto 6- Le ipotesi definite nelle fasi precedenti vengono sviluppate dai singoli progetti di architettura, che controllano l’impianto distributivo e gli aspetti volumetrici, proporzionali, linguistici. ■Tavv. 3_4 o più– Il punto 6 richiede la definizione di tutte le componenti che concorrono a precisare i valori dell’architettura alla scala della parte urbana e dell’edificio. Ci si avvale di strumenti quali: pianta, sezioni, assonometrie, prospettive, render e rappresentazioni significative in 3D. ■Tav. 5 – Tavola di sintesi finale del gruppo di lavoro con inserimento dei progetti individuali che definiscono e interpretano il progetto di insieme delle Tav. 2 – punto 5. Modello definitivo monomateriale al 1.000- 500 e/o al 200. Scale di riferimento Tavv. 3, 4 : da 1:500 a 1:200/100 Scale di riferimento Tav. 5: da 1:10.000 a 1:500 In questa fase di definizione architettonica il lavoro si sviluppa attraverso il progetto individuale dei singoli componenti del gruppo. I progetti verranno ricomposti in una tavola di insieme, con la finalità di verificare ed esplicitare quanto impostato nella Tav.2. La fase 6 sarà oggetto di verifica l’ultima settimana utile di dicembre 2012 mediante discussione collegiale e prevede la sola presentazione in Power Point di tutto il materiale elaborato di cui al punto 6. Viene indicato il n° minimo di tavole necessarie allo sviluppo del progetto. Le Tavole saranno stampate in formato A1 utilizzando il Layout fornito dal Corso. Il Corso ha inizio il 10 ottobre 2012 Bibliografia Libri - A. Falzetti, L. Ramazzotti, Paesaggi da decifrare. Materiali per il progetto, Gangemi, Roma 2012 - AA.VV., (curatore G. Fabbri), Forme del movimento. Progetti per infrastrutture lineari in contesti storico/ambientali di rilievo, Officina, Roma 2008 V. McLeod, Dettagli di architettura del paesaggio, Logos, Modena 2008 Riviste AREA n° 79, marzo/aprile 2005 Sitografia http://europaconcorsi.com/results/20350--Il-Tunnel-il-Ponte- la-Storia-C-Museo-autostradale-1a-fase-/rankings