“Nuove tecniche diagnostiche:
la Colonscopia Virtuale “
Giovanni SIMONETTI, Marco GUAZZARONI, Francesco GARACI,
Gloria MARCHETTI, Roberto FIORI.
Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Viale Oxford 81-00133 Roma
Tel 06.20902302-03
Fax 06.20902304
Il carcinoma del colon-retto è la terza neoplasia più frequentemente
diagnosticata ed è la seconda causa principale di morte per cancro
in Europa e nel Nord America.
La possibilità di ridurre la sua incidenza e mortalità è
altamente correlata alla diagnosi precoce. Tuttavia, lo screening del cancro
del colon-retto è generalmente ancora poco utilizzato. Questo articolo
riesamina lo stato attuale delle procedure diagnostiche per lo screeninge
propone la Colonoscopia Virtuale come nuovo ed efficace test per la diagnosi
precoce.
Vengono inoltre descritte le indicazioni e la tecnica.
INTRODUZIONE
Il carcinoma del colon-retto è una malattia tipica delle popolazioni
economicamente sviluppate: un individuo con fattori di rischio non specifici
ha la probabilità di sviluppare la neoplasia, durante la sua vita,
nel 6% dei casi (17) con una mortalità del 2.6% (1).
Per i soggetti ad alto rischio l’incidenza sale al 12-18% (3).
Nei Paesi Europei, dove questa patologia è piuttosto frequente, al
momento della diagnosi la neoplasia è già metastatizzata nel
24-28% dei casi e, solamente nel 6%, è allo Stadio A secondo Dukes
(11). Negli U.S.A. circa il 10-20% della popolazione adulta ha una poliposi
benigna; dopo i 65 anni di età l’incidenza aumenta sino al 25-33%
(9).
La trasformazione maligna del polipo adenomatoso benigno, è convalidata
dalla frequente coesistenza di adenomi e carcinomi, e dalla loro simile distribuzione
colon-rettale. In una recente pubblicazione (7), si è evidenziatoche,
al momento della diagnosi, la rimozione di polipi benigni, con diametrouguale
o superiore ad 1 cm, avrebbe consentito una riduzione del 66% delnumero di
carcinomi (7).
L’incidenza della trasformazione in carcinoma è in relazione
alle dimensioni del polipo: 1% in quelli inferiori ad 1 cm di diametro massimo,
10% in quelli compresi tra 1 e 2 cm, 30% in quelli con diametro maggioredi
2 cm (20).
Per quanto riguarda la sede di insorgenza del tumore, nel 51% dei casi è
localizzata nel sigma e nel retto, ma negli ultimi 40 anni si è notata
un’aumentata incidenza di carcinomi nel colon destro con una percentuale
variabile tra il 37% e il 43% (15, 21, 2).
Il protocollo diagnostico “tradizionale” previsto per la ricerca
dei carcinomi del colon-retto e dei polipi adenomatosi, si avvale di quattro
indagini:
ricerca di sangue occulto nelle feci (FOBT), rettosigmoidoscopia con endoscopio
flessibile, pancolonscopia e clisma doppio contrasto.
SANGUE OCCULTO NELLE FECI
Il FOBT è il test più semplice ed economico per la ricercadel
tumore colon-rettale.
Questo acquista significato quando il sanguinamento è superiore a20
ml/die (18); i falsi positivi sono legati all’alimentazione, all’assunzione
di farmaci, al sanguinamento di diverticoli o di angiodisplasie (4, 16).
La sensibilità del FOBT varia dal 30 al 90% (16). In uno studio condotto
su pazienti sintomatici, valutati preliminarmente mediante colonscopia, ha
mostrato una sensibilità per la diagnosi dei carcinomi del 76.5% e
del 56.7% per quella degli adenomi (16).
RETTO-SIGMOIDOSCOPIA
La retto-sigmoidoscopia con endoscopio flessibile lungo 60 cm rappresnta
la seconda tecnica più utilizzata nella diagnosi delle neoplasie del
sigma-retto.
Nel 1997 l’American Cancer Society ha proposto un programma di prevenzione
che prevede l’esecuzione del FOBT annualmente ed una retto-sigmoidoscopia
ogni 3-5 anni. Il limite della retto-sigmoidoscopia è dovuto allascarsa
lunghezza dello strumento, che non permette il riconoscimento del50% delle
neoplasie dell’intestino crasso (14, 9).
La sensibilità di questa indagine nella diagnosi di adenomi e di carcinomi
del sigma-retto è risultata essere del 92% (13).
PANCOLONSCOPIA
La sensibilità di questa tecnica nella diagnosi di neoplasie con dimensioni
uguali o maggiori ad 1 cm varia tra l’85% ed il 95% (21, 2, 8).
Essa è legata a diversi fattori: capacità di arrivare finoal
cieco con l’endoscopio, identificazione della lesione e sua corretta
interpretazione .
In un recente studio di Rex e coll (21) si dimostra che gli endoscopistiformati
da Scuole referenziate, intubano il ceco in almeno il 90% dei casi,mentre
quelli autodidatti vi riescono nel 54% dei casi senza migliorare conl’esperienza
.
Per quanto riguarda l’identificazione e la corretta interpretazione
endoscopica, è stata evidenziata una quota totale del 24% di falsi
negativi per gli adenomi (19).
Di questi, il 27% per quelli di dimensioni uguali o minori di 5 mm, il 13%
per quelli di 6-9 mm e il 6% quando maggiori o uguali ad 1 cm (19).
I limiti della pancolonscopia sono rappresentati dalla difficile visualizzazione
delle lesioni in corrispondenza di flessure ed angolazioni, dalla mancata
visualizzazione di “tumori piatti”e dalla sottostima per mancata
esplorazione della porzione prossimale (8).
Gli svantaggi della colonscopia includono gli alti costi, il disagio delpaziente
e la possibilità di complicanze (11). Alcuni Autori riportanoun rischio
di morte in 1 caso su 5.000 o serie complicanze in 1 caso su 500(10).
CLISMA DOPPIO CONTRASTO
La sensibilità del clisma a doppio contrasto per la diagnosi deicarcinomi
e dei polipi di dimensioni maggiori o uguali ad 1 cm, varia trail 76% ed
il 95%, in base all’esperienza dei diversi Autori (2,9,6).
In letteratura è riportato il confronto tra clisma e colonscopia nella
diagnosi delle neoplasie: la maggior sensibilità dell’endoscopia
si è evidenziata soprattutto nella diagnosi del carcinoma nello stadio
A di Dukes. Negli stadi B, C e D la sensibilità delle due tecniche
è sovrapponibile (21).
Gli errori del clisma possono essere di tipo percettivo, percettivo-tecnico
ed interpretativi (12).
PROPOSTA
Dai dati ottenuti nei diversi studi nessuna indagine diagnostica risulta“ideale”
per la diagnosi precoce del cancro del colon.
Inoltre lo screening per queste neoplasie non ha avuto un grosso impattosulla
popolazione, nonostante sia stata dimostrata la sua efficacia nella
riduzione della mortalità per questa malattia. La ridottadiffusione
dello screening
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Poliposi della
porzione discendente del colon
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è molto probabilmente legata al fatto chenessuna indagine utilizzata
attualmente, offre simultaneamente alta sensibilità,bassi costi e
buona accettazione da parte del paziente. La mancata accettazionedella colonscopia
è stata dimostrata da Rex e coll. (20) il qualeha invitato 5.000 medici
e 12.000 infermieri e loro familiari, a sottoporsigratuitamente a questa
indagine, ottenendo una risposta soltanto da 959 persone!
La proposta è quella di utilizzare una nuova tecnica diagnostica:la
“Colonscopia Virtuale” (CV) che si ottiene con la TomografiaCompiuterizzata
spirale multistrato (TCs). Essa consente di ottenereuna elevata accuratezza
diagnostica, a fronte di una bassa invasività:due presupposti indispensabili
per effettuare lo screening del cancro delcolon.
Inoltre a differenza della pancolonscopia la TC permette una più accurata
valutazione dei casi positivi per neoplasia con la definizione dello N edella
M.
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Poliposi del Sigma
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TECNICA
La TC spirale multistrato è un nuovo strumento diagnostico che permette
di ottenere, rispetto alla TC convenzionale, immagini ad alta risoluzione
spaziale in un tempo estremamente ridotto.
Grazie ad un potenziamento in qualità e numero dei detettori (fino
ad 8 file
rispetto ad 1 della TC convenzionale: Lightspeed Advantage, GE)è
possibile acquisire in pochi secondi un ampio volume corporeo dastudiare.
I potenti software di elaborazione permettono poi una rapida ricostruzione
delle immagini.
Prima di essere sottoposti all’esame i pazienti eseguono preparazione
intestinale mediante dieta priva di fibre per almeno due giorni ed assunzione
di Macro P (diluito in 2 lt di acqua) o Selg (in 4 lt), per facilitare l’eliminazione
di residui fecali.
Dopo induzione di ipotonia (20 mg i.m. di bromuro di ioscina, Buscopan),si
procede alla distensione gassosa utilizzando aria come mezzo di contrasto
(sacca monouso da 1000-1500 cc) che viene insufflata all’interno del
colon attraverso un catetere posizionato a livello del retto.
Il paziente viene quindi posto nel lettino della macchina in posizione prona
(ed eventualmente in quella supina per ridurre al minimo i falsi positivi
e negativi).
Durante una singola apnea si ottiene la scansione di tutto l’addome
con ricostruzione bidimensionale o tridimensionale, a seconda del programma
utilizzato. Nella ricostruzione 3D un algoritmo consente la visualizzazione
della mucosa del crasso simile a quanto ottenibile con l’endoscopia.
Mediante software di navigazione intraluminale ( Vitrea 2.0, Vital Images,
USA; GE Navigator ) è possibile esplorare virtualmente l’interno
del colon sia in direzione retrograda (retto-cieco) che anterograda (cieco-retto).
La durata complessiva della procedura è di soli 18-25 minuti, comprendenti
5 minuti per l’occupazione della sala, 30 secondi per l’esecuzione
dell’esame, 3-5 minuti per la ricostruzione e 10-15 minuti per l’interpretazione.
Il nostro studio è stato eseguito comparando i risultati ottenuticon
la colonscopia convenzionale (CC) e la CV.
La Colonscopia Virtuale è stata in grado di dimostrare tutti e 5 i
casi di carcinoma del colon (sensibilità 100%), i quali erano stati
precedentemente individuati dalla CC.
La sensibilità per i polipi invece è risultata essere strettamente
correlata alle loro dimensioni: del 66.6% per i polipi tra 3-5 mm,83%
per quelli tra 6-9 mm e del 100% per quelli uguali o maggiori di 10mm.
Anche nelle esperienze riportate in letteratura la “Colonscopia Virtuale”
ha dimostrato risultati incoraggianti.
Fenlon e coll. (5) attraverso uno studio comparativo tra la CV e convenzionale,
su 100 pazienti ha riportato una sensibilità del 94% ed una specificità
del 92% per polipi di dimensioni comprese tra 6-9 mm, nei polipi di dimensioni
uguali o maggiori di 10 mm una sensibilità ed una specificità
del 96%; la sensibilità si riduce a 55% per polipi tra 1-5 mm.
Con la colonscopia convenzionale sui 100 pazienti studiati erano stati diagnosticati
3 carcinomi: tutti sono stati individuati con la CV.
Questo studio è stato eseguito con una TC spirale “tradizionale”
ed ha dimostrato risultati incoraggianti; la possibilità tuttaviadi
utilizzare una TCs multistrato permette di ottenere un indubbio miglioramento
del dettaglio anatomico e quindi di aumentare notevolmente la sensibilità
nelle lesioni comprese tra 3-5 mm.
I vantaggi della nuova tecnica diagnostica sono rappresentati dalla possibile
visualizzazione panoramica del colon anche in caso di Ca occlusivo e dalla
individuazione pertanto di tumore sincrono in caso di pancolonscopia impossibile.
Il basso costo (£ 400.000 ) e la possibilità di effettuarela
stadiazione (N-M) in caso di tumore (£100.000 mdc), e la dose diradiazioni
minima contribuiscono a rendere la Colonscopia Virtuale vantaggiosanello
screening del Ca del colon.
I limiti sono rappresentati dall’impossibilità di effettuare
biopsie al momento della diagnosi di lesioni parietali, dalla bassa sensibilità
per lesioni piatte, dalla mancata capacità di individuare lesioni
minori di 3 mm e dai costi relativamente elevati degli hardware e dei software.
La CV inoltre ha un indubbio vantaggio di essere accettata maggiormente dai
pazienti rispetto alla colonscopia tradizionale, non ha bisogno né
di anestesia né di sedazione e non sono riferite complicanze. Tutto
ciò fa quindi dedurre un rapido potenziale incremento del numero di
soggetti che potrebbero essere sottoposti a screening per il cancro del colon.
In conclusione la “Colonscopia Virtuale” rappresenta una facile,
rapida e ben accettata tecnica diagnostica, tale da poter essere proposta
quale indagine di prima istanza nello screening delle neoplasie del colon.
Questa tecnica d’indagine porterà indubbiamente ad un aumento
delle endoscopie convenzionali mirate all’esecuzione di procedure interventistiche.
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