L'invenzione dei mulini galleggianti risale al tempo delle guerre Gote quando a causa del taglio degli acquedotti, i romani furono costretti ad adoperare la forza della corrente del Tevere per muovere i meccanismi delle macine. Questa caratteristica struttura galleggiante faceva parte del paesaggio romano fino alla vigilia dei lavori di arginatura e i grossi baracconi quadrangolari muniti di pale rotanti furono adoperati fino verso la fine del XX secolo. Oggi rappresentano un interessante reperto di archeologia industriale. Di ciņ che rimane del relitto si č potuto recuperare una lunga catena di ormeggio in ferro forgiato, una mola e alcune tavole del : "barchino d'appoggio" elementi che hanno permesso di ipotizzare una ricostruzione plastica in scala.