alla memoria di Cecilija Kin
Antefatto
Si legge sul «Diario di Roma» del 13 dicembre 1845 1 : «Questa mattina, circa le ore 5, e' giunta in questa Capitale, proveniente da Napoli, S.M. Nicolo' I Imperatore di tutte le Russie e Re di Polonia, sotto il titolo di General Romanoff. La M.S. ha preso alloggio al palazzo Giustiniani, residenza della I. e R. Legazione Russa».
Lo zar si trattenne a Roma per cinque giorni, fino al 17 dicembre 2 . Veniva dalla Sicilia dove aveva trascorso alcuni mesi in compagnia della zarina che vi si era recata per motivi di salute 3. Sulla via del ritorno in Patria Nicola I non volle perdere l'occasione per una visita alla citta' eterna.
A dire il vero la notizia della sua venuta aveva destato non poche preoccupazioni nella Curia, anche perché poco tempo prima era giunta a Roma la madre Makrina, «abbadessa delle monache basiliane di Minsk, nella Polonia russa» 4, che aveva narrato al cardinale Mezzofanti le vessazioni a cui era stata sottoposta per non aver accettato di convertirsi all'ortodossia. C'era chi voleva che Gregorio XVI si rifiutasse di incontrare lo zar, come possiamo leggere anche in una lettera di Nikolaj Gogol' che in quel periodo si trovava a Roma e fu un testimone d'eccezione della visita dello zar: «Il Papa e' stato in imbarazzo su come accogliere il sovrano, e per questo ha riunito il concistoro. I cardinali gli hanno consigliato di evitare l'incontro e di fingersi malato, ma il Papa ha risposto in modo degno alla sua fama: "Non ho mai finto e non lo faro' ora. Per parte mia utilizzo le lacrime, le preghiere, e questo e' tutto cio' che ritengo a me permesso"» 5.
Cosi' il Pontefice incontro' lo zar due volte: al suo arrivo a Roma e poco prima della partenza 6. Sebbene la narrazione dei due incontri sia stata spesso colorita di inesattezze e particolari che tendevano a sottolineare un contrasto palese, le relazioni giunteci dimostrano invece che si tratto' di un colloquio franco, ma cortese 7.
Nicola I, naturalmente, non manco' di visitare la citta'. La Cronaca del Roncalli ci consente di seguire da vicino gli spostamenti del sovrano che: «Alle ore 10 ant. dei 16 dicembre (...) usci' da palazzo (...) e si porto' alla pubblica esposizione de' quadri alla piazza del Popolo. (...) Si porto' quindi allo studio dello scultore Wicar al Vicolo del Vantaggio ed uscendone, a piedi, fece la nuova passeggiata di Ripetta, visitando altro studio di un russo. Visitati altri studi di scultura, si diresse alla basilica di S. Paolo sulla via Ostiense»8.
Come testimonia anche la corrispondenza di Gogol' 9, forse proprio in questa occasione lo zar ebbe modo di incontrare anche il pittore Aleksandr Andreevič Ivanov, che all'epoca stava lavorando alla sua opera piu' famosa dal titolo L'apparizione di Cristo al popolo, e il cui studio si trovava in una soffitta di Palazzo Borghese 10. Questo studio e' raffigurato dallo stesso Ivanov in un disegno della fine degli anni trenta e ce ne ha lasciato una colorita descrizione lo storico e pubblicista Michail Pogodin che proprio Gogol' aveva portato in visita dal pittore nel 1839 11.
Aleksandr Andreevič Ivanov e' uno degli esponenti di maggior spicco della colonia di pittori russi che tra la fine del Settecento e la prima meta' dell'Ottocento soggiorno' a Roma per motivi di studio 12. Nel 1757, infatti, per iniziativa di Ivan Ivanovič uvalov era stata fondata a Pietroburgo l'Accademia delle Belle Arti, che ben presto strinse rapporti di collaborazione con altre istituzioni europee analoghe, tra cui l'Accademia di San Luca, con lo scopo tra l'altro di favorire la possibilita' di viaggi di studio all'estero, in particolare in Francia e in Italia, dei giovani artisti russi 13. Dal momento che l'Accademia non disponeva di grandi mezzi, all'inizio degli anni venti «era stata fondata da facoltosi mecenati la Societa' di Incoraggiamento degli Artisti (Občestvo Poočerenija Chudožestv), un'istituzione benemerita che si assunse l'onere dell'invio e del controllo dell'attivita' dei giovani talenti. La Societa' preparava per ogni borsista un programma di lavoro, in cui dava dettagliate istruzioni sulle citta' da visitare, i capolavori da ammirare, le opere da ricopiare, i soggetti su cui verificare la propria abilita'» 14. Con l'avvento al trono di Nicola I nel 1825, dopo la repressione della rivolta decabrista, «il manipolo di borsisti ando' infoltendosi, vuoi per la maggiore apertura dell'arte russa alle correnti occidentali, vuoi per le opinioni personali dello zar, che nutriva una particolare avversione per la Francia e preferiva che i giovani artisti si formassero in Italia» 15. Nel 1834 Giuseppe Brancadoro elenca 17 pittori, 4 architetti e un mosaicista russi operanti a Roma 16. Tre anni dopo Gogol' in una delle sue prime lettere da Roma scrive con tagliente sincerita': «Fossi un pittore, anche pessimo, vivrei agiatamente: qui a Roma ci sono una quindicina di nostri pittori inviati di recente dall'accademia, alcuni dei quali dipingono peggio di me e ricevono tutti tremila rubli l'anno» 17. Questa cattiva fama doveva essere abbastanza diffusa e negativamente 'condivisa' anche dagli altri artisti stranieri residenti a Roma se sulla rivista «Il Pirata. Giornale di letteratura, belle arti, varieta' e teatri», in data 24 novembre 1837, possiamo leggere in un articolo dal titolo Artisti stranieri a Roma, delle simili descrizioni: «Quando v'aggirate per le strade di Roma, o per quelle famose ruine, e v'abbattete in certe strane figure con certe capellature scomunicate, con certi vestiti in tutto originali, dite pure, senza tema di errare, quegli sono artisti... e sono stranieri. (...) E cosa dite di questo profumato damerino che legge i giornali? Sono giornali di belle arti. Oh! Se lo sentiste con quanta erudizione egli parla di filosofia delle belle arti, della loro destinazione, della loro influenza sulla societa', specialmente quando pranza nell'Albergo della Lepre. Ma e i suoi lavori?» 18. In una lettera di Gogol' a Aleksandr Semenovič Danilevskij, datata "Roma, Anno 2558 dalla fondazione della citta'. 13 maggio [1838]", si legge: «Cosa fanno i pittori russi lo sai anche da solo. Alle 12 e alle 2 da Lepre 19, poi il caffe' Greco, poi al Monte Pincio, poi al Bon Gout, poi di nuovo da Lepre, poi al biliardo. Quest'inverno avevano tentato di introdurre il te' e le carte alla russa, ma per fortuna l'uno e le altre sono state abbandonate. (...) I nostri artisti, soprattutto quelli che tornano una seconda volta, sono una cosa.... Che educazione insopportabile c'e' oggi da noi! Insolentire e giudicare tutto e tutti, questa e' diventata da noi la parola d'ordine di ogni persona mediamente educata, e di persone cosi' adesso ce n'e' una gran quantita'. E trinciare giudizi e commenti sulla letteratura e' considerato indispensabile, la patente di una persona istruita. Tu lo sai bene quali possono essere i giudizi di letterati che hanno completato la loro educazione all'Accademia di Belle Arti» 20. Commenta Alpatov: «Non avendo dapprincipio in Roma né conoscenze né relazioni, Gogol' prese a comparire di sovente nella societa' degli artisti russi. La sua prima impressione fu sfavorevole: la maggior parte dei pittori russi, com'egli li chiamava ironicamente in italiano, si alienarono le sue simpatie per l'assenza di sviluppo intellettuale, la volgarita' dei costumi, il basso livello dei loro interessi artistici e la scasezza del profitto. Gogol' soffriva allora di cronica penuria di denaro ed era preoccupato della sua sorte futura. Al contrario il piu' mediocre dei "pensionati" aveva l'esistenza assicurata piu' brillantemente dello scrittore» 21.
Un famoso dagherrotipo del 1845 ritrae Gogol' al centro di un gruppo di artisti russi, a testimonianza, comunque, della sua frequentazione con alcuni di loro 22. Tra l'altro, vista la penuria di mezzi, ricordata anche da Alpatov, lo scrittore aveva anche sperato di poter diventare segretario di Pavel Ivanovič Krivcov, direttore dell'Accademia russa delle Belle Arti di Roma, istituita nel 1840 con lo scopo di seguire piu' da vicino l'attivita' dei borsisti. Ne aveva scritto da Mosca a Vasilij Žukovskij, importante letterato russo, all'epoca precettore dell'erede al trono, nel maggio del 1840: «Adesso devo deporre ai vostri piedi una preghiera. Una preghiera che, quasi seguendo un'ispirazione, mi hanno contemporaneamente consigliato di avanzare il principe Vjazemskij e Turgenev. Come sapete Krivcov ha ottenuto il posto di direttore della nostra Accademia delle Belle Arti, appena istituita a Roma, con uno stipendio di 20 mila rubli all'anno. Visto che ogni direttore ha un segretario, perché non nominare me suo segretario. (...) Voi potete rappresentare questo caso al principe ereditario, ben disporlo a mio favore e scriverne voi stesso a Krivcov. Se il Granduca, vedendo Krivcov come e' presumibile che accada, gli esprimesse un suo desiderio anche minimo in questo senso, sono sicuro che Krivcov, per quanto in suo potere, chiederebbe che venissi nominato suo segretario» 23. Nell'ottobre dello stesso anno Gogol' ne scriveva anche a Pogodin da Roma: «Non vi sono notizie da Pietroburgo se possa aspirare al posto presso Krivcov. A giudicare dalle intenzioni di Krivcov di cui sono venuto a conoscenza qui, non ho alcuna speranza, perché Krivcov cerca per questo posto una personalita' di rinomanza europea in campo artistico» 24. Questo pessimismo e' confermato in una lettera del 28 dicembre 1840 a Sergej Timofeevič Aksakov: «Sembra che non ricevero' il posto per il quale - ricordate? - ci siamo dati da fare e che poteva assicurare la mia permanenza a Roma. Io, devo confessare, lo avevo quasi previsto, perché questo Krivcov, che ha infinocchiato tutti, lo avevo capito quasi alla prima occhiata. E' un uomo che ama troppo soltanto se stesso e che ha finto di amare questo e quello solo per soddisfare maggiormente cosi' la propria passione, vale a dire l'amore per se stesso. Io gli sto a cuore quanto uno straccio. Ha bisogno di avere immancabilmente accanto una qualche celebrita' europea nel mondo dell'arte, nella cui dignita' interiore egli stesso, magari non crede neppure, ma crede nella sua crescente celebrita'; giacché lui - il che e' perfettamente logico - vuole interpretare in tutto il suo fulgore un ruolo di cui non si intende granché. Ma che vada con Dio!» 25.
In effetti Gogol' non ottenne il posto che desiderava. Ma rifiuto' anche un'altra proposta di Krivcov, come comunica sdegnato a Ivanov in una lettera del 20 settembre 1841 da Hanau: «Krivcov e' convintissimo che cerchi un'occupazione presso di lui, e ha detto a Žukovskij che mi ha riservato un posto meraviglioso... il posto di bibliotecario di una biblioteca ancora inesistente. Ovviamente ho ringraziato per l'offerta, dicendo che se anche Krivcov mi proponesse il suo posto, non lo potrei accettare a causa di altri impegni e occupazioni» 26.
E' da ritenersi, pero', che Krivcov o il suo successore A. Kil' 27 diedero seguito all'intenzione di costituire questa biblioteca di cui lo scrittore non aveva voluto diventare il bibliotecario, visto che nel 1902 quando la colonia russa di Roma decise di istituire la Biblioteca "Gogol'", assieme alle donazioni di privati cittadini, «i primi libri arrivarono dal preesistente "Club dei pittori russi"» 28.
Breve storia della Biblioteca "Gogol'"
Nel 1902 la colonia russa a Roma volle celebrare degnamente il cinquantesimo anniversario della morte dello scrittore 29. Malgrado fosse diventata la capitale del nuovo Stato italiano unificato, la citta' non aveva ancora subito radicali cambiamenti e era possibile seguire facilmente le «tracce» lasciate da Gogol' 30. Venne scoperta una lapide bilingue sulla facciata della casa di Via Sistina in cui Gogol' aveva abitato e composto Le anime morte e si tenne una solenne manifestazione a Villa Wolkonsky, dove spesso lo scrittore si era recato in visita dalla padrona di casa, la principessa Zinaida Volkonskaja 31. Al termine di questa manifestazione venne raccolta una rilevante somma di denaro destinata alla creazione di una biblioteca russa a Roma, che venne inaugurata nel novembre dello stesso anno in Via San Nicola da Tolentino col nome di "Biblioteka-Čital'nja imeni Gogolja" (Biblioteca-Sala di lettura "Gogol'") 32. Nasceva cosi' la prima biblioteca russa in Italia 33. Come abbiamo gia' visto, inizialmente i libri provennero da donazioni private e dai preziosi volumi del "Club dei pittori russi" 34. Ma appena si diffuse la notizia che a Roma esisteva questa biblioteca, le principali case editrici russe cominciarono a inviare le loro pubblicazioni.
Nel 1905 la Biblioteca si costitui' in Associazione e nel corso dell'assemblea dei soci venne eletto un comitato direttivo. L'anno successivo l'assemblea generale della colonia russa di Roma nomino' una Direzione, tra i cui membri i soci della Biblioteca nella loro assemblea annuale potevano scegliere il Comitato della biblioteca.
Nel 1907 la Biblioteca venne trasferita prima in via Gregoriana e poi in Via delle Colonette, n. 27, in quello che era stato lo studio del Canova: «questo antico palazzo (...), situato in una via pittoresca dell'antica Roma, era molto adatto per ospitare una biblioteca russa. (...) La Biblioteca russa resto' in questa casa-museo piu' di sessanta anni, fino al 1969» 35.
Nel 1912 la quota associativa annuale ammontava a 15 lire, mentre l'abbonamento mensile costava 2 lire per prendere in prestito un libro e 3 lire per prenderne due 36. D'inverno la Biblioteca era aperta dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 22, d'estare (da maggio a ottobre) dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20.
Nel 1913, su iniziativa di Maksim Gor'kij, nei locali della Biblioteca dell'Associazione "L.N. Tolstoj", si tenne a Roma il primo Congresso delle Associazioni culturali ed economiche russe 37. I russi presenti in citta' ammontavano allora a circa una cinquantina, fra cui molti studenti. E' probabile che tutti frequentassero la "Gogol'". Di certo vi capitava Michail Osorgin, giornalista russo, di cui proprio in quell'anno venne pubblicato il volume Očerki sovremennoj Italii (Schizzi dell'Italia contemporanea) 38.
Fino al 1914 la Biblioteca svolse un'intensa attivita' culturale, ospitando conferenze, concerti e mostre. Gli eventi bellici e lo scoppio della rivoluzione russa provocarono un'inevitabile crisi, dovuta inizialmente al ritorno in patria di alcuni esponenti della colonia russa e alle difficolta' di comunicazione, poi alla mutata situazione politica in Russia. Se la rivoluzione di febbraio era stata salutata con favore anche da alcuni esponenti della colonia russa, la vittoria dei bolscevichi venne accolta molto negativamente. Sebbene siano proprio questi gli anni in cui cominciano le prime serie difficolta' della Biblioteca e la sua lotta per la sopravvivenza, e' anche vero che la "Gogol'"comincia ad acquistare una fisionomia nuova: non e' piu' soltanto il punto di riferimento di un nucleo piu' o meno consistente di russi che si trovano a vivere o a soggiornare a Roma, ma diviene l'erede di una tradizione storica che si assume il compito di tramandare, da un lato mantenendo fede ai valori della vecchia Russia, dall'altro testimoniando l'attivita' dei tanti emigrati che da Parigi, da Berlino, da Praga, da Sofia, da Belgrado tentavano di opporsi all'Unione Sovietica.
In Italia sono gli anni del fascismo, ma anche della nascita dell'Istituto per l'Europa Orientale (I.p.E.O.) e dell'istituzione delle prime cattedre di slavistica nelle Universita': la "Gogol'" prosegue il suo tormentato cammino, sebbene la colonia russa si assottigli sempre di piu', anche per colpa del regime, con inevitabili ripercussioni sulle entrate della Biblioteca. Allo scoppio della seconda guerra mondiale la "Gogol'" non deve subire lo stesso destino della biblioteca russa di Parigi, la Biblioteca "Turgenev", depredata dai nazisti 39, ma sopravvive quasi nascosta e silenziosa.
Nel secondo dopoguerra si assiste al repentino fiorire di un nuovo interesse nei confronti dell'Unione Sovietica e della cultura russa. Aumenta il numero degli studenti che studiano la lingua e la letteratura russa e nel corso del tempo si moltiplicano anche le cattedre universitarie. Il patrimonio della "Gogol'" diventa sempre piu' prezioso per chi si voglia avvicinare allo studio del mondo russo e la Biblioteca diventa una sorta di punto di riferimento per chi desideri conoscere da vicino gli usi e i costumi di una Russia ormai scomparsa.
Paradossalmente, pero', quanto piu' la biblioteca diviene famosa in tutta Italia per la sua unicita', tanto piu' diminuiscono i mezzi di sussistenza. Per altro la storica sede della Biblioteca nello studio del Canova necessita di costosissimi lavori di ristrutturazione. Nel 1969 i locali vengono dichiarati inagibili e si paventa una possibile definitiva chiusura della Biblioteca, che viene, pero', salvata da un «miracolo inatteso» 40: un munifico «benefattore» americano risponde all'appello lanciato per salvare la Biblioteca e comincia a inviare regolamente un contributo in danaro. Questo aiuto insperato permette di trovare una nuova sede prestigiosa in un bell'appartamento in Piazza San Pantaleo, dove nel 1972 la Biblioteca puo' festeggiare i settanta anni dalla sua fondazione, proprio nel momento in cui una nuova ondata di emigrati, soprattutto di origine ebrea, si riversa in Occidente. La Biblioteca sembra trovare una sua seppure precaria stabilita' e accoglie una gamma variegata di utenti:
«a) i membri della colonia russa che periodicamente viene infoltita da nuovi emigrati;
Gabriele Mazzitelli
Note
1) «Diario di Roma», sabato 13 dicembre 1845, n. 99, p. 1. Il «Diario di Roma» era il giornale romano piu' famoso dell'epoca, diviso in due sezioni, una dedicata allo Stato Pontificio e l'altra agli Stati Esteri. Si veda Olga Majolo Molinari. La stampa periodica romana dell'Ottocento. Volume I. Roma, Istituto di Studi Romani, 1963, p. 296-297. Viene citato anche da Gogol' nel racconto Rim (Roma).
2) Della permanenza dello zar a Roma si puo' leggere nella Cronaca di Roma di Nicola Roncalli. Il manoscritto della Cronaca, attualmente conservato presso l'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, fu acquistato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma nel 1882 e nel 1884 la Cronaca venne pubblicata (tralasciando gli anni 1844-1848) nell'opera in tre volumi: Roma nella storia dell'unita' italiana. Studio storico di R. Ambrosi De Magistris e I. Ghiron seguito da un Diario inedito di Roma dal 1849 al 20 settembre 1870 di Nicola Roncalli. Roma-Torino-Firenze: Fratelli Bocca, 1884. Ampi brani della parte allora ancora inedita della Cronaca, relativa alla visita dello zar, si possono leggere in Pio Spezi. Nicola I di Russia in Roma (da un Diario inedito di un contemporaneo). In «Cosmos Illustrato», (1903), n. 10-11, p. 971-994. La Cronaca e' in corso di pubblicazione integralmente, per ora ne sono usciti 2 volumi: Nicola Roncalli. Cronaca di Roma. Volume I (1844-1848). A cura di Maria Luisa Trebiliani. Roma: Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, 1972; Volume II (1849-1851). A cura di Maria Luisa Trebiliani. Roma: Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, 1997. Il Roncalli dedico' al soggiorno dello zar anche un resoconto specifico dal titolo Le cinque giornate che S.M.I. di Nicolo' I Imperatore di tutte le Russie e Re di Polonia passo' in Roma nell'anno 1845 dal 13 a tutto il 17 dicembre a Roma, edito nel 1972 assieme alla Cronaca (p. 143-152), ma gia' noto anche ad Evgenij murlo, che ne aveva pubblicato un brevissimo estratto nel 1906 nell'articolo: E. Schmourlo. La visita dello Zar Nicolo' I al papa Gregorio XVI (1845). In «Miscellanea di storia e cultura ecclesiastica», 5 (1906), n. 1, p. 3-20.
3) Del soggiorno a Palermo testimonia un volume stampato in onore della famiglia imperiale da un gruppo di bibliofili siciliani: L'Olivuzza. Ricordo del soggiorno della corte imperiale russa in Palermo nell'inverno del 1845-46. Palermo: Per cura degli Editori G. Bastianello, G. Di Giovanni, A. Frascona', L. Tripodo, 1846. Si veda anche Renato Lefevre. Il soggiorno dello zar Nicola I a Palermo e a Napoli nel 1845. In Studi in onore di Riccardo Filangieri. Volume III. Napoli: L'Arte tipografica, 1954, p. 417-433.
4) Nicola Roncalli. Cronaca di Roma. Volume I (1844-1848), cit., p. 119.
5) Nikolaj V. Gogol'. Polnoe sobranie sočinenij. T. 12. Leningrad: Izdatel'stvo Akademii Nauk SSSR, 1952, p. 544. In merito alle accuse della madre Makrina, Gogol' scrivera' il 2 gennaio 1846 a Aleksandr Petrovič Tolstoj: «Le accuse dell'uniate perseguitata si sono rivelate una menzogna, e lei ha confessato di essere stata ammaestrata piu' tardi, quando si trovava gia' fuori dalla Russia, dal partito polacco». Nikolaj V. Gogol', Polnoe sobranie sočinenij. Tom 13. Leningrad: Izdatel'stvo Akademii Nauk SSSR, 1952, p. 24. Evidentemente doveva essere questa la versione che circolava fra i russi a Roma, anche se nella Cronaca del Roncalli, ad esempio, non c'e' traccia di una cosi' clamorosa ritrattazione. Va anche detto, pero', che ricordando anni dopo questo episodio, Pietro Mugna fa esplicito riferimento al sospetto che le accuse della madre fossero false. Il Mugna, comunque, non nutre dubbi sulla attendibilita' della badessa: Pietro Mugna. Della Chiesa russa in relazione alla cattolica e ad altre chiese cristiane. Padova: Coi tipi del Seminario, 1864, p. 137-142.
6) Anche Belli non perse l'occasione per dedicare all'avvenimento il sonetto Grigorio e Nnicolo'. In Giuseppe Gioacchino Belli. I Sonetti. Volume III. Milano: Arnoldo Mondadori, 1978, p. 2799.
7) Renato Lefevre. S. Sede e Russia e i colloqui dello Czar Nicola I nei documenti vaticani (1843-1846). In Gregorio XVI. Miscellanea commemorativa. Parte seconda. Roma: A cura dei Padri Camaldolesi di S. Gregorio al Celio, 1948, p. 159-293. Tra questi documenti vi e' anche un'anonima Relazione giornaliera al card. Lambruschini sul soggiorno in Roma dell'imperatore delle Russie (p. 281-288). Il Lefevre, che scrive nel 1948, rimanda giustamente ai brani riportati dallo Spezi, per sottolinearne la somiglianza. La curatrice della Cronaca, invece, che nell'edizione del 1972 riporta in appendice all'anno 1845, Le cinque giornate che S.M.I. di Nicolo' I Imperatore di tutte le Russie e Re di Polonia passo' in Roma nell'anno 1845 dal 13 a tutto il 17 dicembre a Roma, vale a dire la rielaborazione del Roncalli gia' citata, ritiene erroneamente la relazione al Lambruschini «molto simile» a questo testo.
8) Nicola Roncalli. Cronaca di Roma. Volume I (1844-1848), cit., p. 147.
9) Lettera di Gogol' a Vasilij Žukovskij del 6 febbraio 1846: «Del sovrano non posso dirvi molto. Si e' fermato a Roma poco, quattro giorni. E' rimasto un po' insoddisfatto dell'appartamento buio e tetro, che gli ha riservato Butenev nel suo palazzo Giustiniani, abbastanza sporco e tra i piu' brutti palazzi romani se non quasi il peggiore, e forse per questo si e' affrettato ad andarsene. Dei suoi colloqui col papa, come e' ovvio, non si sa nulla. In quattro giorni, chiaramente, e' andato ovunque, girando dappertutto. E' stato molto amabile con i nostri artisti. Ha molto lodato Ivanov, il cui quadro gli e' molto piaciuto. Ha ordinato agli artisti di accompagnarlo: agli scultori e ai pittori nelle gallerie vaticane, agli architetti fra le rovine e le antichita'. Ha ordinato di fare dei calchi di quelle antichita', che mancano nella nostra Accademia. Ha ordinato copie di alcuni quadri», Nikolaj V. Gogol'. Polnoe sobranie sočinenij. Tom 13. Leningrad: Izdatel'stvo Akademii Nauk SSSR, 1952, p. 37. Queste circostanze narrate da Gogol' trovano preciso riscontro anche nelle Memorie di Fedor I. Iordan, all'epoca a Roma come borsista dell'Accademia delle Belle Arti di Pietroburgo, di cui in seguito sarebbe divenuto rettore: Fedor I. Iordan. Zapiski rektora i professora imperatorskoj Akademii Chudožestv Fedora Ivanoviča Iordana, 1800-1883 (Memorie del rettore e professore dell'Accademia inperiale delle Belle Arti Fedor Ivanovič Iordan, 1800-1883). In «Russkaja starina», 22 (1891), tom 71, sentjabr', p. 540-544. Si veda, ad esempio, il giudizio su palazzo Giustiniani: «L'imperatore si fermo' presso il nostro ambasciatore Butenev, che abitava a palazzo Giustiani (sic), vicino al Pantheon. Questo palazzo si trova in uno dei quartieri piu' densamente popolati di Roma, vicino al Mercato della carne, cosa che l'imperatore fece notare a Butenev dicendo che il principe ereditario suo figlio aveva alloggiato a Roma in un bel palazzo; "sei sistemato in un luogo non confacente alla tua posizione", aveva aggiunto l'imperatore», p. 540.
10) Scrive Michail Alpatov: «Il quartiere dove abitavano gli artisti russi si trovava nella parte settentrionale di Roma, non molto lungi da quella Piazza del Popolo che i viaggiatori solevano attraversare facendo il loro ingresso in citta'; nei pressi dell'Accademia di Francia a Villa Medici e della residenza degli artisti tedeschi a Villa Malta. Nei primi tempi Ivanov prese alloggio in una casa che si trovava in via di Papa Sisto; poi si trasferi' piu' vicino al Tevere, in una soffitta del famoso Palazzo Borghese», Michail Alpatov. Vita di Aleksandr Andreevič Ivanov. Brani. In Due russi a Roma. A cura di Piero Cazzola. Torino: Bona, 1966, p. 83. Questo volume contiene anche la traduzione del racconto Rim (Roma) di Gogol'.
11) «Nella camera di Ivanov abbiamo visto un disordine, ma un disordine tale da far subito capire che il padrone di casa e' un artista. Le pareti sono piene di disegni di varie figure, alcune a gessetto, altre a carboncino: ora un gruppo, ora uno schizzo d'insieme. La' e' appesa una stampa preziosa e bellissima, qua e' incollato o attacato uno schizzo. In un angolo, per terra, e' ammonticchiato del ciarpame di ogni genere, in un altro dei rami scarabocchiati. Al centro troneggia su enormi cavalletti il quadro a cui il pittore sta lavorando. Egli indossa una semplice blusa di tela, ha i capelli lunghi, che si direbbe, non taglia da due anni, non si fa la barba da due settimane, con la tavolozza in una mano e il pennello nell'altra se ne sta in piedi solo soletto davanti al quadro, sprofondato nei suoi pensieri. Per terra intorno a lui sono sparsi dappertutto dei cartoni con le sue correzioni, cioe' coi vari tentativi di raffigurare questo o quel volto, di disporre le figure in questo o quel modo». Citato in Rita Giuliani. Vittoria Caldoni Lapčenko. Roma: La Fenice Edizioni, 1995, p. 97-98; l'originale russo e' riportato in Vikentij Veresaev. Gogol' v žizni. Sistematičeskij svod svidetel'stv sovremennikov. Moskva: Moskovskij rabočij, 1990, p. 231.
12) Sulla presenza e l'attivita' dei pittori russi in Italia si veda Viaggio in Italia. La veduta italiana nella pittura russa dell'800. Milano: Electa, 1993, in particolare la Nota bibliografica, p. 127. Di grande interesse risultano anche le Memorie di Fedor Iordan, gia' menzionate, pubblicate a puntate su «Russkaja starina» nel 1891. Si veda anche la Nota bibliografica riportata in Due russi a Roma, cit., p. LVII-LXIII.
13) Per una ricostruzione della fondazione e dell'attivita' dell'Accademia si veda: Ivan Bočarov - Julija Gluakova. Kiprenskij. Moskva: Molodaja Gvardija, 1990, p. 30-57 e Rita Giuliani. Thorvaldsen e la colonia romana degli artisti russi. In Thorvaldsen. L'ambiente, l'influsso, il mito. A cura di Patrick Kragelund e Mogens Nykjaer. Roma: L'erma di Bretschneider, 1991, p. 132-133.
14) Rita Giuliani. Thorvaldsen e la colonia romana degli artisti russi, cit., p. 132. In una biografia di Karl Brjullov, un altro importante pittore russo che visse in Italia, si legge: «Chissa' quale sarebbe stato il destino futuro dei fratelli Brjullov se in un magnifico giorno di novembre del 1821 nella casa del principe Ivan Alekseevič Gagarin (...) non si fossero riuniti i cinque promotori della creazione di una Societa' prima mai esistita in Russia, che si sarebbe chiamata Societa' di incoraggiamento degli artisti», Galina K. Leont'eva. Karl Brjullov. 2. ed. Leningrad: Iskusstvo, 1983, p. 38. Tra i cinque eminenti personaggi c'era anche l'aiutante di campo A. Kil' che incontremo anche in seguito.
15) Rita Giuliani. Thorvaldsen e la colonia romana degli artisti russi, cit., p. 132 e Ivan Bočarov - Julija Gluakova. Karl Brjullov. Ital'janskie nachodki. Moskva: Znanie, 1984, p. 12.
16) Giuseppe Brancadoro. Notizie riguardanti le accademie di belle arti e di archeologia esistenti in Roma. Roma: s.e., 1834, p. 43.
17) Nikolaj Gogol'. Dall'Italia. Autobiografia attraverso le lettere. Introduzione di Cinzia De Lotto. Traduzione di Maria Giuseppina Cavallo Roma: Voland, 1995, p. 23. Da notare in questo volume un errore nella Cronologia in appendice al volume, p. 234: «Novembre 1845 - Aprile 1846: [Gogol'] vive a Roma, in via della Croce, n. 80. Riprende a scrivere le Anime morte e lavora ai Passi scelti. In marzo e' a Roma lo zar Nicola I». L'errore, forse, dipende dalla Cronologia di Igor' Petrovič Zolotusskij riportata in entrambi i volumi di Nikolaj V. Gogol'. Opere. Milano, Mondadori, 1994-1996 (Volume I, p. CIII; Volume II, p. LVII): «1846. Alla fine di marzo l'imperatore Nicola I si reca a Roma. Visita i pittori e il Vaticano. Gogol' confuso tra la folla, lo vede sul Monte Pincio». Nel marzo del 1846, invece, fu a Roma il granduca Konstantin Nikolaevič come attestato dalla Cronaca del Roncalli (Volume I, p. 172) e da uno scambio epistolare tra il cardinale Mezzofanti e l'ambasciatore russo Butenev (si veda Guglielmo Russell. Vita del Cardinale Giuseppe Mezzofanti e Memoria dei piu' chiari poliglotti antichi e moderni. Bologna, Tipografia di G. Monti al Sole, 1859, p. 392). Non sembrerebbe, pertanto, neanche attestata l'affermazione di Nina Kauchtschischwili che il granduca fosse venuto a Roma assieme al padre: «Nel 1845 e' la volta della visita di Nicola I, accompagnato dal granduca Konstantin Nikolaevič» e anche l'incontro del granduca col Mezzofanti va, pertanto, riferito al marzo 1846 e non al dicembre 1845 (Nina Kauchtschischwili. Il cardinale Giuseppe Mezzofanti e il mondo culturale russo dell'Ottocento. In Studi in onore di Arturo Cronia. Padova, Centro di Studi sull'Europa Orientale, 1967, p. 264).
18) «Il Pirata. Giornale di letteratura, belle arti, varieta' e teatri», 3 (1837), n. 42, p. 177. L'articolo e' siglato M. Puo' essere interessante notare che questa rivista era nota a Gogol' che la cita nel racconto Rim (Roma).
19) Il Lepre era uno dei ristoranti frequentati dalla colonia russa a Roma, cosi' come il Falcone. In una lettera a Danilevskij del 31 dicembre 1838 Gogol' scrive: «Non pranzo piu' da Lepre, dove non sempre si trova il materiale piu' pregiato, ma da Falcone, - lo conosci, vicino al Pantheon? Dove i montoni arrosto fanno senza dubbio concorrenza a quelli caucasici, il vitello sazia di piu' e una certa crostata con le ciliegie e' capace di far colare le bave per tre giorni di seguito al piu' inguaribile mangione». In Nikolaj Gogol'. Dall'Italia. Autobiografia attraverso le lettere, cit., p. 73.
20) Nikolaj Gogol'. Dall'Italia. Autobiografia attraverso le lettere, cit., p. 53-54.
21) Michail Alpatov. Vita di Aleksandr Andreevič Ivanov. Brani. In Due russi a Roma, cit., p. 125. Ovviamente, malgrado questi giudizi, non mancavano le eccezioni come testimonia l'amicizia che lego' Gogol' al gia' ricordato Ivanov (Ibidem, p. 119-128). Sul rapporto con Ivanov e, in genere, sulla permanenza di Gogol' a Roma si veda il capitolo Gogol' v Rime (Gogol' a Roma) nel volume di Nikolaj Paklin. Russkie v Italii (Russi in Italia). Moskva: Sovremennik, 1990, p. 5-122 e Daria Borghese. Gogol' a Roma. Firenze: Sansoni, 1957.
22) Si veda Emmy Haertel. N.V. Gogol' a Roma come pittore e come amante delle arti. In «Rivista di letterature slave», 7 (1932), n. 3-4, p. 247-283, in particolare le p. 267-273; Due russi a Roma, cit. e anche la tesi di laurea di Caterina Trocini. La concezione dell'arte nel pensiero e nelle opere di N.V. Gogol'. Roma: Universita' degli Studi "La Sapienza", a.a. 1995/96.
23) Perepiska N.V. Gogolja v dvuch tomach. Tom I. Moskva: Chudožestvennaja literatura, 1988, p. 169-170. Si veda la ricostruzione di questo episodio della biografia di Gogol' in Emmy Haertel. N.V. Gogol' a Roma come pittore e amante delle arti, cit., p. 273-283.
24) Perepiska N.V. Gogolja v dvuch tomach. Tom I. Moskva: Chudožestvennaja literatura, 1988, p. 381.
25) Nikolaj Gogol'. Dall'Italia. Autobiografia attraverso le lettere, cit., p. 94-95.
26) Vikentij Veresaev. Gogol' v žizni. Sistematičeskij svod svidetel'stv sovremennikov, cit., p. 308. Questo episodio e' ricordato anche in Rita Giuliani. Un cicerone di nome Gogol'. In L'Est europeo e l'Italia. Immagini e rapporti culturali. Studi in onore di Piero Cazzola, raccolti da Emanuele Kanceff e Ljiljana Banjanin. Geneve: Slatkine; Moncalieri: C.I.R.V.I., 1995, p. 262-263.
27) A. Kil', che abbiamo visto tra i fondatori della Societa' di incoraggiamento delle Arti, venne nominato direttore dell'Accademia russa a Roma dopo la morte di Krivcov avvenuta nel 1844 e di cui da' notizia anche Roncalli nella sua Cronaca (Volume I, cit, p. 44). Gogol' ne aveva una pessima opinione come testimoniato da quanto scrive nella lettera gia' citata a Vasilij Žukovskij del 6 febbraio 1846: «attualmente l'incarico di loro [dei pittori russi] direttore viene svolto in maniera ottusa e insignificante, Kil' e' ancora piu' stupido di Krivcov, e al proposito si dice che il posto verra' soppresso, perché anche il segretario, nipote del defunto Krivcov, dopo aver sperperato i soldi dello Stato, e' scappato in America». In Nikolaj V. Gogol'. Polnoe sobranie sočinenij. Tom 13, cit., p. 37.
28) Sergej Grotov. Catalogo della Biblioteca russa N.V. Gogol a Roma. [S.l.]: [s.e.], 1972 (?), p. IV. Il catalogo ciclostilato in russo e' preceduto da alcune foto della sede della Biblioteca in Piazza S. Pantaleo, da una Kratkaja istorija russkoj Biblioteki imeni Gogolja v Rime (Breve storia della biblioteca russa "Gogol'" di Roma) e presenta un elenco ragionato dei volumi posseduti dalla Biblioteca: Knižnye bogatstva biblioteki imeni N.V. Gogolja v Rime (Libri di pregio della Biblioteca "Gogol'" di Roma). Esiste anche un opuscolo a stampa in inglese dal titolo The Gogol Russian Library of Rome. S.n.t. che riprende brani del Catalogo. Si veda anche: Ljudmila Michajlovna Koval'. Russkie biblioteki v Italii v načale XX v. In «Kniga: issledovanija i materialy», (37) 1978, p. 188.
29) «La colonia russa all'inizio del XX secolo, vasta e facoltosa, era formata da artisti, diplomatici, vecchi nobili e russi espatriati per motivi personali o politici», The Gogol Russian Library of Rome, cit., p. 4.
30) E' questo il titolo di un volume di Aventino. Po sledam Gogolja v Rime (Sulle tracce di Gogol' a Roma). Moskva: Universitetskaja tipografija, 1902.
31) Ecco come la descrive Aventino: «Proprio a ridosso della Basilica di S. Giovanni in Laterano, in una delle periferie piu' pittoresche dell'antica Roma, si trova la famosa villa dei principi Volkonskij. La meravigliosa vista sulla campagna romana e i resti ricoperti d'edera dei secolari acquedotti che si protendono attraverso il suo giardino, rendono questa villa veramente affascinante», Aventino, cit., p. 11-12.
32) Si veda Sergej Grotov. Catalogo della Biblioteca russa N.V. Gogol a Roma, cit., p. III.
33) Si veda Ljudmila Michajlovna Koval'. Russko-ital'janskie občestvennye svjazi (Rapporti sociali italo-russi). Moskva: Nauka, 1981, p. 70. Un elenco dettagliato delle biblioteche russe costituitesi in Italia si trova in Ljudmila Michajlovna Koval'. Russkie biblioteki v Italii v načale XX v., cit., p. 194. Per quel che riguarda Roma la Koval' elenca le seguenti biblioteche:
Da notare che la Biblioteca dell'Associazione "L.N. Tolstoj" aveva sede proprio nella casa di Via Sistina abitata da Gogol'. Secondo Angelo Tamborra, pero', questa Biblioteca era «funzionante a Roma (...) sin dal 1903», Angelo Tamborra. Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917. Roma-Bari: Laterza, 1977, p. 77. Comunque sia nel fondo attuale della "Gogol'" sono presenti volumi che recano timbri sia della Biblioteca studentesca sia della Biblioteca dell' Associazione "L.N. Tolstoj".
34) In un articolo pubblicato su «Moskovskie vedomosti» del 14 gennaio 1903 si legge che nella Biblioteca del Club dei pittori vi sono «molte antiche edizione storiche del XVIII secolo, che hanno un certo interesse bibliografico per gli amanti dei libri antichi», «molti libri religiosi, una collezione completa di vocabolari, e in numero inferiore libri d'arte». Citato in Ljudmila Michajlovna Koval'. Russkie biblioteki v Italii v načale XX v., cit, p. 188.
35) Sergej Grotov. Catalogo della Biblioteca russa N.V. Gogol a Roma, cit., p. IV-V.
36) Ljudmila Michajlovna Koval'. Russkie biblioteki v Italii v načale XX v., cit, p. 187.
37) Ibidem, p. 185; Ljudmila Michajlovna Koval'. Russko-ital'janskie občestvennye svjazi (Rapporti sociali italo-russi), cit., p. 73-75; Angelo Tamborra. Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917, cit., p. 71-86.
38) Michail Osorgin. Očerki sovremennoj Italii (Schizzi dell'Italia contemporanea). Moskva: Kunerev, 1913. Di questo volume esistono attualmente nel fondo "Gogol'" tre copie di cui due con dedica autografa di Osorgin, rispettivamente alla "Gogol' " e alla Biblioteca "L. N. Tolstoj. Su Michail Osorgin si veda: Anastasia Becca Pasquinelli. La vita e le opinioni di M.A. Osorgin (1878-1942). Firenze: La Nuova Italia Editrice, 1986.
39) Si veda Nina Berberova, La scomparsa della Biblioteca Turgenev. In Catalogo generale 1991 della casa editrice Ugo Guanda, p. 5-14.
40) Sergej Grotov. Catalogo della Biblioteca russa N.V. Gogol a Roma, cit., p. IX.
41) Ibidem.
42) Gabriele Mazzitelli. La Biblioteca dell'Associazione Italia-URSS. In «BVE Quaderni», 3 (1996), p. 52-55.
43) L'elenco dei titoli presenti in questa sezione e' contenuta in un un foglio aggiunto, incollato sulla terza di copertina, erroneamente numerato 68, invece di 86.
44) The Gogol Russian Library of Rome, cit, p. 6.
45) Si veda Ljudmila Michajlovna Koval'. Russkie biblioteki v Italii v načale XX v., cit, p. 193, in particolare la nota n. 28.
46) Si veda The Gogol Russian Library of Rome, cit, p. 6-8.
47) Questo lavoro di schedatura, svolto tra il giugno e il settembre del 1995, si rese necessario per utilizzare il finanziamento regionale gia' ricordato. Copia del Catalogo e' in possesso della Regione e dell'allora Presidente dell'Associazione "Gogol'", signora Elena Cicognani Wolkonsky.
48) Sergej Grotov. Catalogo della Biblioteca russa N.V. Gogol a Roma, cit., p. X.
49) Nikolaj Gogol'. Dall'Italia. Autobiografia attraverso le lettere, cit., p. 31.
Gabriele Mazzitelli. La biblioteca "Gogol'". In: «Quaderni della Biblioteca nazionale centrale di Roma», (2000), n. 8, p. 59-71.
Homepage di Gabriele Mazzitelli
URL http://www.uniroma2.it/~mazzitel/bve.htm. Pagina creata da Gabriele Mazzitelli il 1999-01-21; ultimo aggiornamento 2000-10-23.