Versione n.2 Novembre 1996
Esso è suddiviso al suo interno in due parti: Edizioni integrali ed Edizioni parziali.
(4.1.)A EDIZIO.HTM si accede
(3.2.) Anche EDIZIO.HTM può essere considerato come uno Schedario, in questo caso si tratta di un insieme di schede bibliografiche, e più precisamente di edizioni.
(3.2.1.) Ecco un esempio di una Scheda-tipo di EDIZIO.HTM (già compilata):
numero:9809
(3.2.2.) Come si vede le schede ideali (non vengono fornite in questo caso schede predisposte da riempire) che compongono EDIZIO.HTM sono normali schede bibliografiche, ma arricchite di alcuni elementi, e precisamente:
(3.3.) Consideriamo partitamente tutti gli elementi che compongono la nostra Scheda-tipo ideale:
'numero:9901'
significa che si tratta del primo testo da noi schedato fra quelli editati negli anni '90 del XX secolo,
'numero:7303'
significa che si tratta di un testo edito nel '700, e negli anni Trenta di quel secolo, schedato da noi dopo altri due dello stesso decennio (e si tratta infatti dell'edizione Manni della Cronica del Velluti), e così via.
(3.3.1.1.) (L'ipotesi è, evidentemente, che non vi siano più di 99 edizioni di Ldf in un decennio; se così non fosse salterebbe il sistema: speriamo bene).
(3.3.1.2.) Questo sistema di numerazione è stato già impiegato nel primo elenco di 176 Ldf editi (o di loro frammenti) che figurava in Appendice al libro di Cicchetti e Mordenti del 1985 (Cfr.: Appendice: i libri di famiglia editi. La tradizione involontaria e la diffusione del modello. Primo elenco, in CICCHETTI, Angelo - MORDENTI, Raul, I libri di famiglia in Italia, I, Filologia e storiografia letteraria, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1985, pp.121-193; per il criterio della numerazione, vedi p.123 e per l'Indice cronologico pp.209-210). Questo accenno ci ricorda che BIL vuole anche essere una sorta di prosecuzione di quel lavoro a cui si ricollega direttamente per molti aspetti.
(3.3.2.1.) Si tratta, come si vede, solo di un link "d'arrivo" (o "passivo") e questo perché EDIZIO.HTM è solo "puntato" da altri luoghi di BIL mentre, per parte sua, non "punta" nessun altro luogo (cioè non contiene link del tipo '< A HREF....', se non quelli necessari a "tornare" all' Indice e ad eccezione del caso previsto infra al punto 3.4.).
(3.3.2.2) Come si vede il link contiene al suo interno il nome e l'anno come elemento identificativo dell'edizione; prima esso compare, subito dopo il segno di uguale '=', tutto minuscolo e senza spazi, poi compare in forma Alto/basso e con gli spazi necessari fra i due segni '>' e '<'. Ricordiamo che solo in questo secondo formato il nome/anno identificativi dell'edizione compariranno visibili in NETSCAPE.
(3.3.2.3.) Per questa forma abbreviata Nome/anno da noi impiegata come identificativo del volume rinviamo a quanto detto al Capitolo 2, e precisamente al punto 2.10.2.1.
(3.3.2.3.1.) Aggiungiamo solo che, non essendo impossibile che un Autore pubblichi due lavori in uno stesso anno, nel caso di due lavori con la stessa data di edizione si può ricorrere alla ulteriore numerazione con lettera, così che, ad esempio.
Eco 1965a, sarà identificativo di: ECO, Umberto, Le strutture narrative in Fleming, in Oreste Del Buono-Umberto Eco, Il caso Bond, Milano, Bompiani, 1965;
mentre
Eco 1965b, sarà identificativo di: ECO, Umberto, Eugène Sue: il socialismo e la consolazione, Introduzione a I misteri di Parigi, Milano, Sugar, 1965.
Differisce solo leggermente il sistema per saggi o articoli su riviste:
(3.3.3.1.) Come affettuoso omaggio all'autorità di Enzo Esposito sopprimiamo dalla nostra Bibliografia l'aborrito 'AA. VV.' e lo sostituiamo con i nomi degli Autori (fino a tre Autori) oppure con il segno dell'asterisco '*', che serve comunque a distinguere se il saggio di un determinato Autore si trova in un volume di AA.VV. (pardon!) oppure se si trova in un libro dello stesso Autore (in quest'ultimo caso mancherà l'asterisco).
(3.4.) Poiché le edizioni possono consistere anche in Tesi di laurea, si schederanno anche in EDIZIO.HTM le tesi-edizioni, in questo caso esisterà al termine della scheda un rinvio "attivo" al file TESI.HTM del tipo:
(3.5.) Il file EDIZIO.HTM è dunque puntato da INDEXLDF.HTM, da SCHEDAR.HTM, da TESI.HTM e da RIPROD.HTM ma, per conto suo, punta solo SCHEDAR.HTM, nonché TESI.HTM (se l'edizione è una Tesi) e RIPROD.HTM (se l'edizione contiene riproduzioni).
Fine del Capitolo 3